A Top 500 Liguria Matteo Paroli presenta la strategia dell’AdSp: Piano Regolatore, sostenibilità e sviluppo portuale
GENOVA – Il nuovo Piano Regolatore Portuale dovrà accompagnare la crescita del sistema portuale ligure coniugando sviluppo infrastrutturale, sostenibilità ambientale e confronto con il territorio. È il messaggio lanciato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, intervenuto alla decima edizione di Top 500 Liguria, l’appuntamento promosso da PwC Italia, in collaborazione con la Repubblica Genova e l’Università di Genova, ospitato a bordo di Costa Toscana ormeggiata alla Stazione Marittima.
Nel corso del dibattito dedicato alle prospettive economiche della regione, Paroli ha evidenziato come il Piano Regolatore Portuale rappresenti uno degli strumenti cardine della programmazione futura, sottolineando tuttavia che numerosi interventi strategici sono già in fase di realizzazione.
“Molte opere non devono attendere l’arrivo del Piano Regolatore Portuale perché sono già partite e le stiamo accelerando”, ha spiegato, richiamando gli investimenti avviati nei collegamenti stradali e ferroviari e nei progetti energetici destinati a rafforzare la competitività degli scali liguri.
Uno dei temi centrali dell’intervento ha riguardato il rapporto tra il porto e il territorio. Per il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, lo sviluppo infrastrutturale deve procedere parallelamente alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività portuali.
“I porti non sono avulsi dal contesto che li ospita e l’obiettivo dell’Autorità di Sistema portuale è che siano sempre meno impattanti sul territorio. Un porto che riduce il proprio impatto è doppiamente virtuoso perché sviluppa i traffici e contribuisce al benessere delle comunità che lo accolgono.”
Paroli ha inoltre anticipato che il nuovo Piano Regolatore Portuale sarà orientato a una maggiore razionalizzazione degli spazi disponibili, limitando il consumo di nuove aree e valorizzando infrastrutture già esistenti ma oggi non pienamente utilizzate.

Nel suo intervento il presidente dell’AdSp ha richiamato anche il ruolo economico del cluster marittimo-portuale ligure, ricordando i dati contenuti nel XIV Rapporto nazionale sull’Economia del Mare. Secondo lo studio, la Blue Economy genera il 14,4% del valore aggiunto regionale, occupa il 15,7% degli addetti e coinvolge circa l’11% delle imprese liguri.
“Il nostro non è il sistema portuale di Genova o di Savona: è il principale sistema portuale del Paese”, ha affermato Paroli, ricordando come gli scali del Mar Ligure Occidentale producano da soli circa il 30% del gettito IVA nazionale derivante dalle merci importate.
In conclusione, il presidente ha ribadito l’importanza di rafforzare il dialogo con cittadini e istituzioni durante il percorso di elaborazione del nuovo Piano Regolatore Portuale.
“Lo sforzo che faremo come AdSp, con il sostegno delle istituzioni, sarà spiegare ai cittadini il valore aggiunto generato dal porto per il territorio, illustrando anche gli interventi previsti per ridurne l’impatto senza rinunciare agli obiettivi di sviluppo.”
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