Il CIPOM al centro della governance del Sistema Mare
ROMA – Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 30 giugno 2026 della delibera del 18 febbraio 2026, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ufficialmente adottato, attraverso il Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare (CIPOM), la nuova Strategia Industriale Marittima Nazionale. Il documento rappresenta il riferimento strategico per lo sviluppo dell’economia del mare italiana e definisce le linee guida delle politiche pubbliche dedicate ai principali comparti della Blue Economy. L’approvazione della Strategia segna un passaggio rilevante verso una governance più integrata delle politiche marittime, con l’obiettivo di superare la frammentazione che ha caratterizzato finora gli interventi nei diversi settori legati al mare. Trasporto marittimo, portualità, logistica, cantieristica navale, industria, energia, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale vengono ricondotti all’interno di una visione unitaria, nella quale il mare è riconosciuto come infrastruttura strategica per la competitività del Paese e per la sicurezza nazionale.

Tra gli aspetti più significativi del provvedimento figura il rafforzamento del ruolo del CIPOM, chiamato a diventare il principale organismo di coordinamento delle politiche del mare. Il Comitato avrà il compito di favorire una pianificazione condivisa tra i ministeri competenti, assicurando maggiore coerenza nelle decisioni e nell’attuazione delle misure destinate al settore marittimo.
La Strategia si inserisce nel nuovo quadro normativo introdotto dalla Legge 7 maggio 2026, n. 70, che ha riformato in modo organico la disciplina delle politiche marittime italiane. La novità più evidente riguarda la durata del Piano del Mare, che passa a una programmazione triennale. Il nuovo ciclo di pianificazione garantirà un orizzonte temporale più ampio per la realizzazione degli interventi e una maggiore continuità delle politiche di sviluppo.
La riforma introduce inoltre un rafforzamento del coordinamento interministeriale. Gli atti necessari all’attuazione del Piano dovranno essere elaborati attraverso un meccanismo di concertazione obbligatoria tra le diverse amministrazioni coinvolte, con la possibilità di essere esaminati direttamente nell’ambito delle riunioni del CIPOM.
Sul piano dei contenuti, il nuovo Piano amplia gli ambiti di intervento e individua nuove priorità strategiche per la crescita della Blue Economy. Tra queste assume particolare rilievo la valorizzazione della navigazione commerciale e della nautica da diporto, entrambe considerate leve fondamentali per lo sviluppo economico nazionale.
Ampio spazio viene dedicato anche alla regolamentazione degli spazi marittimi di interesse nazionale, con l’introduzione della disciplina della cosiddetta “zona contigua”, destinata a rafforzare la tutela degli interessi italiani nelle aree marittime adiacenti alle acque territoriali.
La Strategia punta inoltre a sostenere lo sviluppo industriale del comparto marittimo attraverso misure di semplificazione amministrativa e interventi dedicati alla cantieristica navale e alle attività subacquee, riconosciute come settori ad alto potenziale di crescita tecnologica e industriale.
Accanto agli obiettivi economici trovano spazio anche interventi rivolti alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio. Il Piano prevede infatti azioni specifiche per la tutela dell’ecosistema marino, il sostegno alla pesca, il potenziamento della ricerca scientifica e il miglioramento dei servizi logistici e sanitari destinati alle isole minori.
Parallelamente all’avvio della nuova programmazione, il Governo continuerà a monitorare l’attuazione delle politiche già avviate. Sempre nella Gazzetta Ufficiale del 30 Giugno 2026 è stata infatti pubblicata la relazione sullo stato di attuazione del Piano del Mare relativa all’anno 2025, strumento destinato a verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti.
Tra le iniziative collegate alla nuova strategia prende ufficialmente il via anche il riconoscimento della Capitale Italiana del Mare, istituito a partire dal 2026. Il Comune che otterrà il titolo riceverà un finanziamento di un milione di euro da destinare a progetti dedicati alla sostenibilità, alla valorizzazione della cultura marittima e allo sviluppo del territorio. Per il 2026 il riconoscimento è stato assegnato a Ravenna.
Con il nuovo Piano del Mare 2026-2029 il Governo punta quindi a dotare il Paese di una strategia organica e di lungo periodo, capace di rafforzare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, sostenere la competitività delle imprese del comparto marittimo e promuovere uno sviluppo equilibrato tra crescita economica, innovazione e tutela dell’ambiente.
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