Al “Cappellini” la ventesima edizione delle borse di studio del Corpo dei Piloti del Porto di Livorno. Premiati Bernini, Grandi, Macchi e Martini
LIVORNO – C’è un filo sottile, ma solidissimo, che tiene insieme la memoria dei maestri di ieri e la rotta dei naviganti di domani.
Passa dalle aule dell’ Istituto Nautico “Cappellini” di Livorno, attraversa la storia del Corpo dei Piloti del Porto e si rinnova, anno dopo anno, nella consegna delle borse di studio agli studenti che si sono distinti per rendimento e impegno.
Una tradizione arrivata alla ventesima edizione, nata per volontà dell’ex capopilota Fiorenzo Milani in memoria dei piloti scomparsi e divenuta nel tempo molto più di un riconoscimento scolastico: un gesto di appartenenza, un investimento sulle competenze, un patto tra generazioni dentro una città che continua a riconoscersi nel mare.
A sottolinearne il significato è stato Marino Biancotti, capopilota del Porto di Livorno, intervenuto all’Istituto Nautico in occasione della cerimonia.
“
Questa borsa di studio è stata istituita in memoria dei vecchi piloti scomparsi, che sono stati i nostri maestri. È quindi un omaggio all’Istituto Tecnico Nautico e alle sue eccellenze, alla professionalità degli uomini di mare, ai nostri istruttori e al nostro passato”, ha spiegato. “È una borsa di studio che unisce il passato con il futuro: premiamo ragazzi che si sono distinti per le loro qualità e che saranno i prossimi naviganti, i prossimi piloti, il prossimo personale, la prossima gente di mare della futura generazione”.
Nelle parole di Biancotti c’è anche un messaggio rivolto a chi guarda oggi alle professioni marittime con curiosità, ma talvolta anche con esitazione. “Il lavoro marittimo è un lavoro duro, ma è un lavoro meraviglioso”, ha aggiunto, richiamando il valore di un percorso formativo che non prepara soltanto alla vita di bordo, ma alimenta l’intera architettura della portualità, della logistica e dei servizi marittimi. “Il Nautico sta formando una generazione di naviganti, ma anche di professionisti che vivono la portualità e il mondo marittimo, pur non lavorando necessariamente a bordo delle navi. Tutto ciò che ruota attorno al mare richiede sempre di più figure provenienti da questi percorsi, e il Nautico di Livorno è uno degli istituti che sta lavorando molto bene, sul territorio e oltre”.
Alla cerimonia ha preso parte anche il contrammiraglio Giovanni Canu, direttore marittimo della Toscana e comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, che ha letto nell’iniziativa dei Piloti un passaggio di consegne civile e professionale di particolare valore. “Giornate come queste sono fondamentali perché mostrano alle nuove generazioni che chi le ha precedute consegna non solo conoscenza, ma anche valori e tradizione della marineria”, ha osservato. “Con una punta d’orgoglio mi viene da dire che la marineria italiana è un’eccellenza nel mondo”. Il ruolo di Canu come direttore marittimo della Toscana e comandante della Capitaneria di Livorno risulta confermato dagli atti istituzionali più recenti.
Il contrammiraglio ha poi richiamato la centralità dei servizi tecnico-nautici e, in particolare, della funzione svolta dai piloti all’interno degli scali. “I piloti sono una corporazione imprescindibile, fondamentale per il funzionamento e la sicurezza dei porti nazionali”, ha detto. “Ed è importante che in un’occasione come questa siano presenti anche ormeggiatori, terminalisti e altri professionisti: tutti insieme testimoniano l’alta valenza delle professioni del mare oggi”.
Il riconoscimento del Corpo dei Piloti del Porto di Livorno è stato assegnato a Nicola Bernini, della 1ª Logistica; Chiara Angelica Grandi, della 2ª A Trasporti e Logistica; Giovanni Macchi, della 3ª Apparati e Impianti Marittimi ed Elettrici; ed Emiliano Martini, della 4ª A Conduzione del Mezzo Navale.
Quattro studenti, quattro traiettorie diverse, un’unica radice comune: quella di un’istruzione tecnica che continua a essere decisiva per il futuro dell’economia del mare. In un tempo in cui il settore marittimo lamenta carenze di personale qualificato e una crescente difficoltà nel trasmettere ai giovani il fascino e la concretezza delle proprie professioni, iniziative come quella dei Piloti di Livorno assumono un valore che va oltre la pur importante dimensione del premio.
Sono un segnale pubblico. Dicono che la scuola conta, che il merito non è una parola decorativa, che la tradizione non è nostalgia ma responsabilità verso chi viene dopo. E ricordano che, in una città come Livorno, il mare non è soltanto orizzonte: è lavoro, cultura tecnica, sicurezza, identità produttiva.
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