Portuali e marittimi di fronte alla sede Usmaf
LIVORNO – Più medici marittimi. Questa è la richiesta che arriva dal presidio che stamani, in concomitanza con lo sciopero nazionale contro la Legge di bilancio, ha riunito di fronte alla sede Usmaf di Livorno (Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera) alcuni portuali e marittimi.
Per questi ultimi la possibilità di accedere alla sanità pubblica risulta sempre più difficile a livello nazionale e in particolare locale, con soli due medici “generici” a disposizione in tutta la provincia di Livorno.
Per poter avere un certificato di malattia o per patologie varie l’iter da seguire è particolarmente complesso considerato anche la particolarità del lavoro del marittimo imbarcato.
“Mi è capitato di dover indirizzare al pronto soccorso un membro dell’equipaggio -ci spiega un comandante- che secondo la legge per poter tornare a bordo a lavorare deve essere in possesso di un certificato di idoneità rilasciato proprio dalla sanità marittima”.
In questa occasione, constatata l’assenza del medico di riferimento, il marittimo ha dovuto spostarsi in un’altra città per concludere l’iter, e tornare poi all’imbarco.
“Questo perchè poteva muoversi, in caso di impossibilità la cosa sarebbe stata più complicata” continua il comandante.
“È un problema gravissimo che viene ulteriormente aggravato da una finanziaria che investe in armi e taglia in sanità e in istruzione” commenta il segretario generale Filt-Cgil Livorno Giuseppe Gucciardo.
“I marittimi, i lavoratori invisibili in un paese che ha 8.000 chilometri di coste e porti sono i precari dei precari. Quindi siamo qua oggi per far sentire la nostra voce e chiedere medici e medici specialistici oggi altamente insufficiente a soddisfare le necessità dei lavoratori marittimi, che di conseguenza sono sempre più costretti a rivolgersi o alla sanità pubblica classica con tempi di attesa incompatibili con le loro necessità, o alla sanità privata, con evidenti conseguenze negative dal punto di vista economico”.
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