Il presidente della Regione Toscana Giani: “Riapertura entro martedì”. Ma resta il problema per accesso e uscita della cantieristica nautica dai Navicelli pisani
LIVORNO – Prima il riallineamento della struttura, poi tutte le verifiche tecniche per accertare eventuali danni. È questo il percorso indicato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, durante il sopralluogo effettuato a Livorno sul ponte mobile della Fi-Pi-Li che collega la Darsena Toscana al resto della rete viaria regionale e che nei giorni scorsi è andato fuori uso. Secondo quanto spiegato dal numero uno della Regione sulle colonne del quotidiano Il Tirreno, il problema non riguarda la struttura portante della superstrada, ma il meccanismo del ponte levatoio. Il guasto si sarebbe verificato nel punto in cui il tratto mobile della carreggiata si solleva e si abbassa per consentire il passaggio delle navi: durante una delle manovre il pannello non si sarebbe riallineato correttamente con il sistema di cerniere e pistoni, provocando un disallineamento che ha bloccato il ponte.
Per risolvere la situazione è intervenuta la società Avr, responsabile della manutenzione della Fi-Pi-Li per conto della Città metropolitana di Firenze, affiancata dall’azienda specializzata Bettarini. Sul posto sono state mobilitate tre grandi autogru che hanno sollevato il segmento di ponte rimasto incastrato – un blocco del peso di circa 300 tonnellate – per consentirne il corretto riposizionamento. Solo dopo questa operazione sarà possibile verificare le condizioni dei piloni e della struttura sottostante. Le operazioni, organizzate in regime di somma urgenza, hanno richiesto lavori preparatori complessi, tra cui la realizzazione dei fori per le imbracature e il posizionamento delle gru. Il sollevamento vero e proprio ha permesso di di riallineare la struttura nel breve termine, mentre le verifiche tecniche serviranno a stabilire l’entità degli eventuali danni.

Il sindaco di Livorno Luca Salvetti ha ringraziato pubblicamente tutti gli enti e le imprese coinvolte nelle operazioni, sottolineando la rapidità con cui è stato affrontato l’intervento: la struttura è stata infatti rimessa in asse in meno di 48 ore dall’incidente. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Se il guasto si fosse verificato mentre l’arcata – sollevata per consentire il passaggio di uno yacht – si trovava a un’altezza maggiore rispetto ai circa due metri raggiunti al momento dell’incidente, la situazione avrebbe potuto trasformarsi in un evento ben più drammatico.
Dal punto di vista della viabilità, l’impatto sulla circolazione potrebbe essere limitato. Le auto potrebbero continuare a transitare, mentre per i mezzi pesanti potrebbero essere introdotte restrizioni temporanee. Più delicata invece la situazione sul fronte portuale, poiché il meccanismo levatoio del ponte – indispensabile per il passaggio delle navi – resterà inattivo fino alla completa riparazione. Il guasto ha infatti conseguenze dirette anche sul canale dei Navicelli e sui cantieri nautici pisani. Il distacco del pistone che aziona il sistema di sollevamento impedisce il transito degli yacht tra il porto di Livorno e il canale artificiale che conduce verso Pisa. La sostituzione del componente richiederà tempo: secondo le prime stime potrebbero servire almeno dieci giorni. Una prospettiva che preoccupa la cantieristica nautica dell’area pisana, specializzata nella costruzione di grandi yacht, per la quale il blocco del passaggio rappresenta un problema operativo ed economico. Per mitigare gli effetti della situazione, l’Autorità portuale di Pisa sta valutando misure straordinarie, tra cui l’azzeramento temporaneo delle tariffe di sosta in acqua per le imbarcazioni già programmate.
L’episodio riporta inoltre al centro del dibattito la necessità di realizzare un nuovo ponte sullo Scolmatore. La Regione Toscana è pronta a sostenere il progetto e ad anticipare circa 35-40 milioni di euro per la realizzazione di una nuova infrastruttura mobile che consentirebbe un collegamento diretto tra Pisa e il mare, evitando l’attraversamento dell’area portuale di Livorno.

Sul fronte sindacale, Cgil e Filt hanno espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, sottolineando come il cedimento avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi. Il ponte rappresenta infatti uno dei principali accessi alla Darsena Toscana, attraversato ogni giorno da centinaia di lavoratori e da gran parte dei mezzi diretti ai terminal container. Per le organizzazioni sindacali l’episodio evidenzia la necessità di rafforzare gli investimenti nella manutenzione delle infrastrutture esistenti e di avviare un confronto con la Regione per individuare le priorità di intervento. Attualmente l’area è collegata alla rete viaria soltanto attraverso il ponte di viale Mogadiscio, di dimensioni più ridotte e insufficiente a sostenere i flussi di traffico necessari al pieno funzionamento del terminal.
Nel frattempo proseguono i lavori per il riallineamento del ponte e per il ripristino della funzionalità della struttura, con l’obiettivo di riportare quanto prima alla normalità uno snodo strategico per il porto di Livorno e per la logistica dell’intero territorio.
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