Ponte sullo Stretto: la Corte dei conti spiega i “perchè” del no

Violate due normative europee su ambiente e modifiche al progetto e una sulle tariffe

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ROMA – La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti ha reso note le motivazioni per le quali il 29 Ottobre scorso è stato ricusato il visto – e la conseguente registrazione – della delibera CIPESS del 6 Agosto 2025 sul Ponte sullo Stretto.
Secondo quanto pubblicato nella delibera, il progetto per il “Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria” viola due direttive di carattere europeo e una nazionale che sono indicate in questo modo:

  1. Violazione della direttiva 92/43/CE del 21 Maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, a causa della carenza di istruttoria e di motivazione della c.d. delibera IROPI (Imperative Reasons of Overriding Public Interest)
  2. Violazione dell’art. 72 della direttiva 2014/24/UE, in considerazione delle modificazioni sostanziali, oggettive e soggettive, intervenute nell’originario rapporto contrattuale
  3. Violazione degli artt. 43 e 37 del decreto-legge n. 201/2011, per la mancata acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti in relazione al piano tariffario posto a fondamento del piano economico e finanziario

Gli aspetti giudicati non accettabili, di carattere tecnicamente molto distanti, vanno quindi da una valutazione ambientale ad altre tecniche e le valutazioni della Corte dei conti si sono collocate anche riguardo “all’importanza strategica dell’opera e alle risorse pubbliche alla stessa destinate” motivo per il quale la stessa Corte ha ritenuto di assegnare prioritario rilievo “alle violazioni della normativa eurounitaria – che si impone all’osservanza anche da parte dell’autorità amministrativa – nonché alle illegittimità maggiormente significative, ritenendo gli ulteriori profili, pur confermati nella loro valenza fattuale, non dirimenti ai fini delle proprie valutazioni conclusive”.

I commenti del Governo

“Le motivazioni della deliberazione della Corte dei conti sul Ponte sullo Stretto saranno oggetto di attento approfondimento da parte del Governo, -si legge in una nota di Palazzo Chigi– in particolare delle amministrazioni coinvolte, che da subito sono state impegnate a verificare gli aspetti ancora dubbi”.
Secondo quanto espresso nella nota, il Governo è convinto che si tratti di profili con “un ampio margine di chiarimento davanti alla stessa Corte, in un confronto che intende essere costruttivo e teso a garantire all’Italia un’infrastruttura strategica attesa da decenni”.

Il Ministero delle Infrastrutture per il momento si è espresso in modo molto sintetico, “prendendo atto delle motivazioni della Corte dei Conti” ma sottolineando come prosegua l’iter per la realizzazione del progetto “anche alla luce della positiva collaborazione con la Commissione europea. Tecnici e giuristi sono già al lavoro per superare tutti i rilievi e dare finalmente all’Italia un Ponte unico al mondo per sicurezza, sostenibilità, modernità e utilità”.

Cosa succederà ora?

La delibera della Corte dei conti come già espresso nelle scorse settimane, non approva il progetto, negando il cosiddetto “visto di legittimità” e la convalida della delibera Cipess.
Questo significa che non si può procedere alla pubblicazioni in Gazzetta Ufficiale della norma che può di fatto far partire i lavori.
Nonostante ciò il Governo si era già espresso sulla volontà di procedere in ogni caso anche senza visto di legittimità che non è vincolante, ma che pone di fronte a certe questioni come detto di carattere tecnico, ma anche economico.

Qui la delibera completa con i dettagli delle motivazioni

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Tags: Economia, Trasporti

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