Superato il contenzioso istituzionale, via libera definitivo dal Mit. Obiettivo: rafforzare il ruolo degli scali nel Mediterraneo
PALERMO – Dopo mesi di stallo istituzionale, Annalisa Tardino è stata ufficialmente nominata presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale. Il via libera è arrivato con il decreto firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, a seguito del parere favorevole delle commissioni parlamentari. La nomina chiude una fase di incertezza iniziata nell’Agosto 2025, quando Tardino era stata designata commissaria straordinaria dell’ente. Il percorso si era infatti interrotto per un contenzioso tra il Ministero e la Regione Siciliana guidata da Renato Schifani, risolto solo lo scorso 19 Febbraio con il consenso formale della Regione.

Avvocata, 44 anni e con oltre vent’anni di esperienza professionale, Tardino aveva già assunto la guida operativa dell’Authority incontrando, al momento del suo insediamento, il segretario generale Luca Lupi e la struttura dirigenziale. Nel suo primo intervento pubblico ha sottolineato il valore simbolico della nomina, evidenziando come rappresenti anche un segnale di maggiore presenza femminile ai vertici del sistema portuale italiano. Tra le priorità indicate, il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi per rendere gli scali siciliani più competitivi nello scenario mediterraneo.
La designazione, tuttavia, non è stata priva di tensioni. La scelta del Governo di sostituire il precedente presidente, Pasqualino Monti, aveva alimentato polemiche politiche e divisioni anche nella maggioranza, oltre alle critiche delle opposizioni – in particolare del Partito Democratico – che avevano sollevato dubbi sull’esperienza specifica della neo presidente nel settore portuale. La stessa Regione aveva inizialmente impugnato il provvedimento. Tardino ha però da subito minimizzato le contestazioni, ribadendo la volontà di concentrarsi esclusivamente sul mandato ricevuto: lavorare per lo sviluppo del sistema portuale della Sicilia occidentale, considerato strategico per la crescita economica dell’isola e per i traffici marittimi nazionali e internazionali.
Nonostante il clima inizialmente conflittuale, la nuova presidente ha da subito guardato avanti, puntando su una gestione orientata ai risultati e alla valorizzazione del ruolo dei porti siciliani nelle reti logistiche del Mediterraneo.
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