Porto Marghera, inaugurata la nuova pipeline di Cereal Docks

La più lunga d’Italia per gli oli vegetali: collegamento sotterraneo da 3,1 km

PORTO MARGHERA (VE) – Un’infrastruttura strategica per l’efficienza logistica e la sostenibilità ambientale del porto di Venezia. È stata inaugurata a Porto Marghera la nuova pipeline sotterranea monotratta per il trasferimento di oli vegetali che collega direttamente l’impianto produttivo di Cereal Docks in via Banchina Molini con il deposito costiero di via Righi, sede del parco serbatoi di stoccaggio. L’opera, realizzata nell’ambito del Piano Operativo Triennale dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale, rappresenta la pipeline TOC monotratta più lunga d’Italia ed è tra le prime cinque in Europa per caratteristiche tecniche.

Al taglio del nastro erano presenti il presidente del Gruppo Cereal Docks, Mauro Fanin, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato, e l’assessore regionale alle Attività produttive, Massimo Bitonci. Il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, è intervenuto con un videomessaggio.

L’infrastruttura è frutto di un investimento complessivo di 5 milioni di euro e consiste in una condotta interrata lunga 3,1 chilometri, di cui 2,7 realizzati con tecnologia TOC (Trivellazione Orizzontale Controllata). La pipeline è in grado di trasferire fino a 300 metri cubi di oli vegetali all’ora tra i due siti, garantendo continuità operativa, maggiore sicurezza e un significativo miglioramento delle prestazioni logistiche.

Dal punto di vista ambientale, il nuovo collegamento elimina oltre 10 mila trasferimenti annui su gomma tra i due stabilimenti di Cereal Docks a Porto Marghera, con un risparmio stimato di circa 28 tonnellate di CO₂ all’anno. Un risultato che si traduce anche in una riduzione del traffico nell’area industriale, con benefici per la sicurezza stradale e la qualità del servizio offerto alle filiere agroalimentari.

La realizzazione dell’opera ha richiesto un complesso lavoro ingegneristico: la condotta, posata a una profondità di circa 50 metri, attraversa oltre venti proprietà private e tre canali della Laguna Veneta. I lavori sono stati eseguiti con la tecnica del “Meeting in the Middle”, che ha visto due cantieri operare in parallelo fino al congiungimento in un’unica tratta continua, dotata di stazioni di rilancio della pressione e di sistemi PIG per la pulizia e l’ispezione interna della pipeline.

L’inaugurazione della nuova infrastruttura si inserisce in un più ampio piano di investimenti con cui Cereal Docks sta rafforzando il proprio hub industriale e logistico di Porto Marghera. Il gruppo, principale operatore agribulk del porto di Venezia e leader nazionale nella prima trasformazione agroalimentare, registra un fatturato di 1,4 miliardi di euro e opera con 11 impianti produttivi. Lo stabilimento di via Banchina Molini, acquisito nel 2011 e oggetto nel tempo di investimenti superiori a 88 milioni di euro, è oggi in grado di lavorare circa un milione di tonnellate di semi oleosi l’anno, con una capacità di stoccaggio di 80 mila tonnellate, integrata da ulteriori 33 mila tonnellate presso il deposito costiero di via Righi.

La pipeline consente di superare una criticità logistica storica: l’impossibilità per il deposito costiero di ricevere navi a causa dei fondali insufficienti, che fino a oggi imponeva il trasferimento degli oli via camion. Il nuovo collegamento rende più efficiente e sostenibile la gestione delle operazioni di sbarco e stoccaggio e rafforza il ruolo strategico di Porto Marghera nella filiera agroalimentare.

Dal 2011 a oggi lo stabilimento di Marghera ha trasformato quasi 10 milioni di tonnellate di materie prime vegetali, arrivando a rappresentare circa il 50% del traffico portuale legato all’agribusiness”, ha dichiarato il presidente di Cereal Docks, Mauro Fanin. “Questo investimento, che ha una forte valenza ambientale e infrastrutturale più che un ritorno economico diretto, conferma il nostro impegno verso il porto di Venezia. L’obiettivo del piano industriale al 2028 è aumentare del 50% i volumi lavorati a Marghera, ma ciò richiede infrastrutture adeguate, a partire dall’escavo dei canali per consentire l’accesso a navi di maggiore stazza”.

Sul tema dell’accessibilità nautica è intervenuto anche il presidente dell’AdSp MAS, Matteo Gasparato: “Garantire l’accessibilità del porto di Venezia e di Porto Marghera è una condizione imprescindibile per la sicurezza della navigazione e lo sviluppo del sistema portuale. Il parere favorevole della Commissione VIA nazionale sul nuovo sito di conferimento dei sedimenti a sud dell’Isola delle Tresse è un passaggio decisivo per assicurare dragaggi manutentivi efficaci e continui”. Un progetto da 82 milioni di euro, esteso su 46 ettari, che – insieme agli interventi sul Canale Ovest e sul Canale Malamocco-Marghera – punta a rafforzare in modo strutturale la competitività e l’affidabilità dello scalo industriale veneziano.

Con la nuova pipeline, Porto Marghera compie dunque un ulteriore passo verso un modello di logistica portuale più efficiente, sicuro e sostenibile, a supporto delle principali filiere produttive del Paese.

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Tags: Porti

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