Al Propeller Club una serata tra yacht storici, design navale e nuove propulsioni: il mare letto tra memoria e futuro
LIVORNO – Dalla nobiltà silenziosa delle vele d’epoca fino ai più avanzati sistemi di propulsione, compresi quelli che oggi appartengono ancora al territorio della progettazione e della visione. È stato questo il filo conduttore dell’incontro “Dalle vele d’epoca alle innovazioni sul mare”, andato in scena lunedì sera al Propeller Club di Livorno, davanti a una platea numerosa e partecipe, segno di un interesse sempre più marcato verso i temi che attraversano l’evoluzione del mondo marittimo.
A guidare la serata è stato Damiano Landi, che ha introdotto un confronto capace di tenere insieme memoria, cultura tecnica e prospettive future. Tra i protagonisti dell’incontro, due ospiti di particolare rilievo: Roberto Olivieri, armatore di Barbara (1923), e Alessandro Vismara, progettista navale da anni associato all’innovazione più avanzata nel comparto velico.
Al centro del racconto, Barbara, splendido yacht a vela in legno costruito in Inghilterra nel 1923 dal cantiere Camper & Nicholsons su progetto di Charles Ernest Nicholson, figura che appartiene a pieno titolo alla grande storia dell’architettura navale. L’imbarcazione è stata recentemente protagonista di una lunga stagione di eventi e regate nel Mediterraneo, offrendo una testimonianza diretta e rara della tradizione internazionale dello yachting. Con sei mesi di navigazione, 3.200 miglia percorse e 18 tappe tra eventi e manifestazioni in quattro Paesi, l’armatore fiorentino Roberto Olivieri ha così chiuso il tour celebrativo per il centenario dell’imbarcazione.
L’incontro livornese ha assunto però un significato più ampio del pur affascinante omaggio alla vela classica. Il tema si è progressivamente allargato alla dimensione del trasporto per vie d’acqua, all’innovazione progettuale e al modo in cui il mare continui a essere un laboratorio in cui convivono estetica, tecnica e sperimentazione. In questa chiave, la presenza di Alessandro Vismara ha consentito di collegare idealmente la stagione eroica della navigazione a vela alle nuove frontiere del design e delle propulsioni marine.
“Abbiamo colpito nel segno”, ha dichiarato la presidente del Propeller Club di Livorno, Maria Gloria Giani. “L’idea era quella di compiere un viaggio dentro l’evoluzione del mondo della vela. Lo abbiamo fatto, ma è stato interessante notare come il pubblico abbia mostrato attenzione verso la tematica nel suo complesso, quindi non soltanto verso la vela, ma verso il trasporto per vie d’acqua più in generale. Credo che questa sia una delle missioni del Propeller: tenere insieme le diverse anime del mondo marittimo, cercando di metterle a fattor comune”.
Parole che restituiscono bene il senso di una serata in cui il fascino della tradizione non è stato trattato come reliquia, ma come materia viva, capace di dialogare con la ricerca e con le sfide che attendono la navigazione del futuro.
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