Nei primi sette mesi movimentate 16,6 milioni di tonnellate, con un incremento del 6%. Bene crociere, automotive, trailer e materiali da costruzione
RAVENNA – Il porto di Ravenna archivia i primi otto mesi del 2026 con un bilancio ancora positivo, ma anche con i primi segnali concreti degli effetti delle tensioni internazionali e del rallentamento di alcuni comparti. I dati definitivi relativi a Gennaio-Luglio mostrano infatti una movimentazione complessiva di 16,63 milioni di tonnellate, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli sbarchi hanno raggiunto 14,68 milioni di tonnellate (+7,1%), mentre gli imbarchi si sono attestati a 1,95 milioni (-1,5%). Le toccate nave sono state 1.516, otto in meno rispetto ai primi sette mesi dello scorso anno.
Tra i principali comparti, l’agroalimentare ha movimentato 3,54 milioni di tonnellate, segnando un aumento del 7,3%. In particolare, i cereali sono cresciuti del 7,5%, raggiungendo 1,33 milioni di tonnellate, mentre le farine hanno registrato un incremento del 4,9%. In aumento anche i semi oleosi, a quota 638.709 tonnellate (+3,6%), mentre risultano in calo gli oli animali e vegetali.
Positivo anche il risultato dei materiali da costruzione, con 2,94 milioni di tonnellate (+8,4%). Le materie prime destinate all’industria ceramica del distretto di Sassuolo hanno raggiunto 2,59 milioni di tonnellate, con un incremento del 6,1%.
Tra le altre merceologie, i prodotti petroliferi hanno registrato una crescita particolarmente marcata, arrivando a 2,5 milioni di tonnellate (+18,1%), mentre i concimi sono saliti dell’1,5%, a oltre un milione di tonnellate. In controtendenza i prodotti metallurgici, scesi dell’1%, e i prodotti chimici, diminuiti del 9,8%.
Stabile il traffico container, con 130.241 TEU, sostanzialmente in linea con il dato del 2025. Molto positivo invece l’andamento del traffico ro-ro: i trailer e rotabili hanno raggiunto 65.037 pezzi, il 34,7% in più rispetto allo scorso anno. La merce movimentata attraverso questo segmento è cresciuta del 2%, arrivando a 990.657 tonnellate. Particolarmente significativo il risultato dell’automotive, con 16.707 veicoli movimentati, oltre 12 mila in più rispetto ai primi sette mesi del 2025.
Il comparto crocieristico continua a rappresentare uno degli elementi di maggiore dinamismo. Nei primi sette mesi sono stati registrati 51 scali, otto in più rispetto allo scorso anno, con 193.536 passeggeri (+52,8%). Ancora più consistente la crescita del traffico home port, arrivato a 188.284 passeggeri (+71,2%). Anche agosto ha confermato il buon andamento del settore: sono state 19 le navi da crociera approdate a Ravenna, per complessivi 86.420 passeggeri, in aumento del 29,8%.
Il quadro cambia parzialmente guardando al solo mese di Agosto. La movimentazione complessiva è stimata in circa 1,8 milioni di tonnellate, con una contrazione del 21,2%, pari a oltre 470 mila tonnellate in meno rispetto ad agosto 2025. Il risultato porta la stima complessiva gennaio-agosto a 18,4 milioni di tonnellate, mantenendo comunque il saldo annuale in territorio positivo, con una crescita del 2,5%. Il rallentamento si concentra soprattutto su agroalimentari solidi e liquidi e prodotti metallurgici. In maggiore tenuta materiali da costruzione e chimici liquidi, mentre il traffico trailer dovrebbe chiudere il mese con una flessione. In controtendenza i container, stimati in crescita del 9,8%.
Le ragioni del calo di Agosto sono legate principalmente a fattori temporanei e a dinamiche internazionali. Per i prodotti siderurgici pesa l’esaurimento della quota trimestrale dei contingenti europei per le importazioni senza nuovi dazi: le aziende avevano anticipato gli acquisti e incrementato le scorte nei mesi precedenti. Con la riapertura dei contingenti a Settembre, è atteso un progressivo ritorno alla normalità. Sul fronte agroalimentare, invece, il conflitto in Ucraina ha determinato una forte riduzione dell’operatività dei porti del Paese, con ripercussioni sugli arrivi di cereali e altre derrate. Nei prossimi mesi si guarda quindi ai piccoli porti danubiani e ad altri Paesi esportatori, compatibilmente con l’evoluzione dello scenario militare. Il calo degli oli vegetali, in particolare di colza e girasole destinati anche alla filiera energetica, viene invece ricondotto al cambiamento delle modalità di erogazione degli incentivi GSE, che avrebbe generato maggiore incertezza nelle strategie di approvvigionamento e di gestione delle scorte.

Per il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, Francesco Benevolo, il bilancio resta complessivamente positivo, ma i dati di agosto rappresentano un campanello d’allarme da non trascurare. “Il porto di Ravenna mantiene una crescita complessiva dei traffici superiore al 2,5%”, sottolinea Benevolo, evidenziando come il risultato confermi “il buono stato di salute e la dinamicità” dello scalo. Allo stesso tempo, però, il rallentamento di agosto dimostra la vulnerabilità del porto rispetto alle condizioni dell’economia internazionale.
Da qui la necessità, secondo il presidente dell’AdSp, di mantenere alta l’attenzione sul ruolo strategico dello scalo ravennate, considerato un punto di accesso fondamentale per le materie prime destinate a importanti filiere produttive italiane. La risposta, conclude Benevolo, passa dalla continuità degli investimenti infrastrutturali, attraverso il sostegno coordinato del Governo e della Regione Emilia-Romagna. Il completamento dei progetti di potenziamento già avviati viene indicato come elemento essenziale per rafforzare la competitività e la resilienza del porto di fronte alle future oscillazioni dei mercati globali.
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