“La competitività dell’armamento sia al centro del nuovo assetto”. Tavolo di lavoro con il Consiglio generale della Confederazione. Zanetti: “Ogni azienda italiana ha a che fare con il mare”
ROMA – La riforma della governance portuale è stata al centro del confronto tra il Consiglio generale di Confitarma e il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, nel corso di un tavolo di lavoro organizzato dalla Confederazione Italiana Armatori e ospitato nella sede di Confindustria. L’incontro ha rappresentato un’occasione per approfondire il punto di vista dell’armamento nazionale sul disegno di legge di riforma del sistema portuale, con l’obiettivo di contribuire al perfezionamento del testo attraverso il confronto tra istituzioni e operatori del settore.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confitarma e Special Advisor per l’Economia del Mare di Confindustria, Mario Zanetti, che ha ribadito la disponibilità dell’associazione a fornire il proprio contributo tecnico, mettendo a disposizione l’esperienza maturata dagli armatori nel rapporto quotidiano tra nave, porto e logistica. “Ogni azienda in Italia ha a che fare con il mare ed è da questo punto che dobbiamo partire. Qualunque riforma della portualità non può prescindere dalla competitività dell’industria marittima nazionale e delle sue navi”, ha affermato Zanetti.
Nel corso del confronto, Zanetti e Rixi hanno condiviso la necessità di proseguire nel percorso di semplificazione del settore marittimo e portuale, considerato un elemento essenziale per rafforzare la competitività dell’industria armatoriale e la capacità di risposta dell’intero sistema logistico nazionale.
Confitarma ha articolato le proprie osservazioni su tre principali direttrici. La prima riguarda il nuovo assetto istituzionale previsto dalla riforma, con particolare riferimento all’istituzione della cabina di regia nazionale e della società Porti d’Italia S.p.A., al mantenimento della natura pubblica del nuovo soggetto, alla ripartizione delle competenze con le AdSp, al regime delle concessioni e al ruolo dei porti non inseriti nella rete TEN-T.

Il secondo tema affrontato riguarda la sostenibilità economico-finanziaria del nuovo modello. L’associazione ha posto l’attenzione sui meccanismi di finanziamento di Porti d’Italia S.p.A., sugli effetti che potrebbero prodursi sui bilanci delle Autorità di Sistema Portuale e sul rischio che eventuali incrementi di tasse e canoni possano incidere negativamente sulla competitività dei porti italiani.
Il terzo punto riguarda invece la governance partecipata. Confitarma ha evidenziato l’esigenza di rafforzare il coinvolgimento strutturato delle rappresentanze dell’industria armatoriale nei processi decisionali, affinché il comparto possa essere adeguatamente rappresentato all’interno della governance portuale, anche alla luce dell’attuale pluralità delle associazioni di categoria.

Nel suo intervento, il vice ministro Edoardo Rixi ha illustrato l’impostazione del Governo sulla riforma, confermando la disponibilità a recepire proposte migliorative provenienti dagli stakeholder del settore, tra cui il mondo armatoriale. Al tavolo hanno preso parte anche il direttore generale per i Porti, la Logistica e l’Intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Donato Liguori, il presidente di Assoporti Roberto Petri e il professor Stefano Zunarelli, esperto di diritto dei trasporti e della navigazione. I lavori sono stati introdotti dai saluti della deputata Maria Grazia Frijia, componente della Commissione Trasporti della Camera e relatrice del disegno di legge di riforma della governance portuale.
Riforma portuale, Confitarma si confronta con operatori e istituzioni
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