Al via l’esame sulla nuova governance. In Commissione Trasporti prende il via l’iter del provvedimento voluto dal Mit
ROMA – La riforma della governance portuale italiana entra nel vivo del percorso parlamentare. Il disegno di legge n. 2925, recante il “Riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale”, è stato assegnato alla IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, dove prende avvio l’esame in sede referente proprio questo pomeriggio di giovedì 4 Giugno. Il provvedimento, presentato dal Governo l’8 Maggio scorso su iniziativa del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, rappresenta uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni per il settore marittimo-portuale nazionale. L’obiettivo è aggiornare l’impianto normativo della legge 84 del 1994, adeguandolo alle nuove esigenze della logistica, dell’intermodalità e della competitività internazionale dei porti italiani. L’avvio della discussione in Commissione conferma il cronoprogramma annunciato nelle scorse settimane dal presidente della Commissione Trasporti, Salvatore Deidda. Relatori del testo sono i deputati Maria Grazia Frijia e Domenico Furgiuele.
Tra gli elementi centrali della riforma figura l’istituzione di “Porti d’Italia S.p.A.”, una nuova società interamente a capitale pubblico partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e sottoposta alla vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La struttura avrà il compito di coordinare, pianificare e ottimizzare la gestione delle infrastrutture portuali considerate strategiche per il sistema nazionale.
L’iter parlamentare entrerà ora nella fase delle audizioni, durante la quale la Commissione ascolterà rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria, operatori portuali e stakeholder del settore. Un confronto che consentirà di approfondire i contenuti della riforma e raccogliere osservazioni e proposte prima del passaggio alle successive fasi dell’esame legislativo. Sul testo dovranno inoltre esprimere il proprio parere diverse commissioni parlamentari, tra cui Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Finanze, Ambiente, Lavoro, Affari sociali, Politiche dell’Unione europea e la Commissione parlamentare per le questioni regionali.
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