Il direttore generale del Mit avvia il tour nazionale presso le AdSp e annuncia linee guida condivise per avviare le gare e individuare i fornitori per il cold ironing
TRIESTE – Dopo Napoli, la seconda tappa del percorso di confronto con le Autorità di Sistema portuale nazionali ha portato Donato Liguori, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per porti, logistica e intermodalità, a Trieste. Un passaggio particolarmente significativo per il manager del Mit che, come racconta la stampa locale, proprio nel capoluogo giuliano aveva ricoperto per tre mesi il ruolo di commissario straordinario dell’Autorità portuale, prima della nomina dell’attuale presidente Marco Consalvo. La visita rientra nel programma di incontri che coinvolgerà tutte le 16 Adsp dello Stivale e che punta ad accompagnare il percorso di attuazione della riforma della portualità, con la nascita della futura Porti d’Italia Spa, società destinata a svolgere un ruolo centrale nella gestione e nel coordinamento degli investimenti infrastrutturali.
Dopo Napoli e Trieste, il calendario del tour prevede tappe a Bari, Civitavecchia, Cagliari e Venezia, con l’obiettivo di raccogliere informazioni direttamente dai territori e accompagnare la fase di trasformazione del sistema portuale italiano. Un passaggio che arriva in una fase delicata, caratterizzata da un acceso dibattito sul nuovo assetto di governance e dai timori, espressi da diversi operatori e territori, di un possibile eccessivo accentramento di competenze nella nuova società. Liguori, candidato tra i nomi più accreditati per ricoprire il ruolo di amministratore delegato della futura Spa, ha scelto di rassicurare i vertici dell’Authority e il sistema portuale locale, sottolineando la volontà di costruire un percorso condiviso.

Al centro della visita ci sono stati i cantieri finanziati attraverso il Piano Nazionale Complementare (Pnc) e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), con particolare attenzione al progetto di elettrificazione delle banchine del Molo VII, uno degli interventi simbolo della transizione energetica dello scalo giuliano. “A giorni firmeremo le linee guida condivise con tutti gli operatori marittimi e dell’energia per avviare le gare e individuare i fornitori di elettricità – ha spiegato Liguori –. Saremo i primi al mondo con oltre 800 milioni di euro investiti“.
Il tema delle infrastrutture è infatti uno degli elementi centrali della riforma: il tour del direttore generale del Mit serve a verificare lo stato di avanzamento degli interventi e individuare quali opere potranno eventualmente rientrare nelle competenze della nuova società nazionale.
Rispondendo alle preoccupazioni sul futuro ruolo delle AdSp, Liguori ha chiarito che la nuova governance non avrebbe l’obiettivo di sottrarre autonomia ai territori, ma di rafforzare il coordinamento nazionale. “Già oggi opere come la Diga di Genova, la Darsena Europa di Livorno, Montesyndial a Venezia e molti altri interventi vengono gestite con un modello commissariale, anche se i commissari sono gli stessi presidenti delle Adsp. Non significa perdita di autonomia, ma garantire una migliore capacità di spesa”. Secondo il direttore generale del Mit, inoltre, il nuovo assetto non comporterà squilibri finanziari per le Autorità portuali. “Con i trasferimenti previsti le Adsp non andranno in disavanzo – ha affermato –. Sulle grandi concessioni il Ministero ha già oggi un ruolo rilevante, mentre il personale che passerà alla Spa resterà sul territorio e continuerà a seguire attività che avrebbe comunque svolto”.
Il vantaggio, secondo Liguori, sarà soprattutto sul fronte degli investimenti: “Le Autorità non dovranno più indebitarsi per realizzare le grandi opere”.
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