Riforma porti: a breve confronto in Commissione Trasporti alla Camera

A DEPORTIBUS 2026 il presidente Deidda e il viceministro Rixi confermano

riforma

RAVENNA – La riforma del sistema portuale italiano si prepara a entrare nel vivo del percorso parlamentare. Ad annunciarlo, intervenendo in collegamento da remoto, è stato Salvatore Deidda intervenendo a DEPORTIBUS 2026, in corso a Ravenna.

”Mi aspetto un percorso parlamentare molto sereno, perché ho la fortuna di lavorare sia con maggioranza che con l’opposizione in maniera molto costruttiva. C’è molta attenzione da parte di tutti i gruppi su questa riforma. Riforma che ha almeno un primo pregio: rispetto al passato, non abbiamo fatto l’errore di farla calare nelle aule parlamentari come una riforma blindata e, soprattutto, con l’arroganza che fosse la riforma perfetta, ma, se ci abbiamo messo molto tempo, è perché abbiamo voluto fugare tutti i dubbi e abbiamo voluto verificare che non fosse una riforma dannosa”.

Secondo il presidente della Commissione Trasporti della Camera, il provvedimento sarà calendarizzato già la prossima settimana, mentre nella successiva dovrebbe prendere avvio la discussione parlamentare vera e propria sul testo della riforma.

Il tema è stato al centro anche dell’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha fornito alcuni aggiornamenti sul lavoro preparatorio in corso. Rixi ha spiegato che il gruppo di esperti incaricato di supportare l’attività parlamentare si è riunito per la prima volta nei giorni scorsi e che sarà ulteriormente ampliato con nuove professionalità. Una precisazione arrivata dopo le critiche e i malumori espressi da alcune categorie rimaste escluse dal tavolo tecnico iniziale, tra cui le organizzazioni sindacali. Rixi ha ribadito la cronologia delle tappe burocratico-legislative da rispettare: entro fine 2026 si punta a chiudere l’iter, se non in entrambi almeno in in uno dei rami del Parlamento. “Ascolteremo tutti, ma non vogliamo rallentare troppo” ha ribadito. Anche perché la legislatura poi sarebbe comunque in scadenza naturale nell’autunno 2027. 

“Credo sia una grande opportunità, soprattutto in questi tempi così complessi. Dopodiché al Paese sta l’ultima risposta su come indirizzare questa riforma: noi l’abbiamo voluta in discussione parlamentare per coinvolgere tutti, perché una scelta di un Paese non è una scelta di una forza politica ma una visione che deve andare oltre il 2027”.

Nel corso del suo intervento, il viceministro ha affrontato anche il tema della futura Porti d’Italia Spa, soffermandosi sulle polemiche legate alla riduzione della dotazione patrimoniale ipotizzata, passata da 500 milioni a 10 milioni di euro. Rixi ha difeso la scelta sostenendo che l’obiettivo non è immobilizzare ingenti risorse finanziarie, ma costruire progressivamente uno strumento capace di rafforzare la capacità delle Autorità di Sistema portuale nella realizzazione di grandi opere e nelle attività internazionali. Uno strumento centrale, finalizzato alla semplificazione del rapporto dei vari scali coi ministeri, trasformando le varie istanze particolari dei territori in progetti pluriennali e proiettati verso la realtà internazionale oltre confine.

Rixi ha rinnovato le motivazioni che hanno fatto propendere per la costituzione di una nuova società per azioni (governance pubblica ma aperta poi in un prossimo futuro all’entrata di capitali privati) necessaria quindi per puntare ad uniformare ed efficientare (grazie ad una naturale, maggiore flessibilità rispetto agli standard della pubblica amministrazione, nei tempi decisionali e nei criteri di selezione dei propri dipendenti e collaboratori in primis) il sistema portuale del Paese. Un contributo alla creazione di un modello operativo unificato, specie nei settori più cruciali e che accomunano quasi tutte le realtà delle AdSp nazionali.

“Mi aspetto da parte di tutti – ha aggiunto – delle integrazioni alla riforma e delle modifiche dove è necessario. Ma anche una visione comune per dare più marittimità a questo Paese in un momento in cui le tensioni geopolitiche ci hanno fatto capire che la nostra vocazione marittima è l’unico modo per tenerci collegati con tutto il mondo”.

Il viceministro ha inoltre escluso categoricamente l’ipotesi di accorpamenti fra AdSp, spiegando che una simile operazione rischierebbe di rallentare gli investimenti e di ripetere le criticità già emerse durante la revisione della legge portuale di dieci anni fa.

GUARDA QUI IL VIDEO LIVE

Foto: profilo Linkedin DePortibus

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Rixi: “Riforma portuale per autonomia degli scali e visione globale”

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Tags: Politica, Porti
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