Il decreto del governo consente la permanenza oltre il 2026, ma si apre lo scontro politico
PIOMBINO – Si accende il confronto istituzionale sul futuro del rigassificatore ormeggiato nel porto di Piombino. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha annunciato che non firmerà alcuna proroga della permanenza dell’impianto se prima non verranno realizzate le opere di compensazione promesse al territorio. La presa di posizione arriva dopo l’entrata in vigore del decreto legge 32/2026, che consente agli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in scadenza entro il 2026 di continuare a operare fino alla conclusione delle procedure di rinnovo o di trasferimento in un altro sito. La norma riguarda direttamente la nave rigassificatrice gestita da Snam (oggi Italis Lng, già Golar Tundra), installata nello scalo labronico dal 2022 per rafforzare la sicurezza energetica nazionale.

Secondo Giani, la proroga non può essere considerata automatica. Il governatore ricorda infatti che l’autorizzazione originaria, firmata nell’Agosto 2022 quando era commissario straordinario, prevedeva dieci interventi di compensazione per il territorio, concordati con l’allora presidente del Consiglio Mario Draghi. “Se il decreto prolunga l’autorizzazione del rigassificatore – ha dichiarato – voglio vedere realizzate quelle dieci opere di compensazione. In caso contrario non firmerò”. Giani ha inoltre sottolineato che il governo guidato da Giorgia Meloni dovrebbe rispettare gli impegni presi all’epoca con il territorio.
La decisione del governo ha alimentato un acceso dibattito politico. Esponenti del Partito Democratico parlano di un “colpo di mano” da parte dell’esecutivo, accusato di aver prorogato l’impianto senza concertazione con il territorio e senza garantire le compensazioni promesse a cittadini e imprese. Critiche arrivano anche da altre forze politiche regionali, che denunciano il rischio che la Toscana diventi un hub energetico legato ai combustibili fossili senza adeguati benefici per la comunità locale.

Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, da tempo contrario alla permanenza dell’impianto nel porto cittadino, ha definito il provvedimento una proroga tecnica legata alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche. Di diverso avviso una parte del mondo imprenditoriale portuale, che negli ultimi mesi si è espressa a favore della permanenza della nave rigassificatrice, ritenuta funzionale allo sviluppo del porto e alla stabilità delle attività economiche locali.
Il confronto resta dunque aperto: mentre il decreto consente la continuità operativa dell’impianto, la Regione Toscana chiede il rispetto degli impegni presi con il territorio. Il futuro del rigassificatore di Piombino sarà quindi al centro di un nuovo negoziato tra governo, istituzioni locali e operatori del settore energetico.
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