Rimborsi pedaggi autostradali, l’ART frena: “Delibera ancora in fase istruttoria”

“Qualsiasi valutazione o commento in questa fase è prematuro”

autisti di Tir

ROMA – L’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) interviene per chiarire la propria posizione sul tema dei rimborsi dei pedaggi autostradali. “Contrariamente a quanto riportato da diversi organi di informazione – precisa l’Autorità – l’atto relativo ai rimborsi è tuttora in fase istruttoria e sarà esaminato in una delle prossime sedute del Consiglio”. Una puntualizzazione che sembra riferirsi, senza citarlo esplicitamente, a un articolo del Corriere della Sera che aveva anticipato tempi e contenuti della misura. L’ART ricorda che la delibera sui rimborsi, annunciata dal presidente Nicola Zaccheo lo scorso 17 Settembre durante la presentazione della Relazione annuale al Parlamento, stabilirà criteri, modalità e tempi di erogazione, ma non è ancora stata approvata.

Solo al termine dell’iter deliberativo – sottolinea l’Autorità – verrà data comunicazione ufficiale attraverso i canali istituzionali. “Qualsiasi valutazione o commento in questa fase è prematuro”, precisa la nota.

Pnrr

Come dovrebbe funzionare il sistema dei rimborsi

Secondo la proposta in esame, i rimborsi dei pedaggi scatterebbero in caso di blocchi o rallentamenti causati da cantieri, ma con alcune esclusioni: non sarebbe previsto alcun ristoro per interventi urgenti dovuti a eventi eccezionali (come alluvioni o frane) o per lavori programmati e segnalati in anticipo.

Il meccanismo di calcolo si baserebbe su sette parametri – tra cui la durata e l’estensione del cantiere, il numero di corsie chiuse e i tempi di percorrenza – e sarebbe applicato dai concessionari seguendo una tabella predisposta dall’Autorità.
Su tratte inferiori ai 30 km, il rimborso scatterebbe anche senza ritardi minimi; tra 30 e 50 km con oltre 10 minuti di ritardo; oltre i 50 km con ritardi superiori ai 15 minuti.
In caso di code prolungate, è previsto un rimborso del 50% per blocchi da due a tre ore, del 75% tra tre e quattro ore, e totale oltre le quattro ore.

Gli abbonati, inoltre, potranno restituire il proprio abbonamento senza costi se i cantieri li obbligheranno a cambiare percorso.

Le critiche dei consumatori

Il Codacons ha accolto positivamente l’introduzione di un meccanismo uniforme, ma critica alcune limitazioni: “È una rivoluzione importante, ma troppo complicata e poco aderente alle reali esigenze degli automobilisti”, afferma il presidente Gianluca Di Ascenzo.
L’associazione giudica eccessivo il requisito delle quattro ore di blocco per ottenere un rimborso completo e considera troppo generica la definizione di “eventi perturbativi”, che potrebbe generare contenziosi.

Tempi e modalità di attuazione

Se approvata, la delibera dovrebbe entrare in vigore da Aprile 2026 per le tratte gestite da un solo concessionario, e da Agosto 2026 per quelle con più gestori.
I rimborsi saranno accreditati entro cinque giorni per chi paga con telepedaggio o carte, e entro dieci giorni per i pagamenti in contanti. Un sistema che si affiancherebbe a quelli già attivi, come il Cashback di Autostrade per l’Italia, ma con l’obiettivo di creare regole uniformi per tutti i concessionari.

In attesa dell’approvazione definitiva, l’ART invita alla cautela: per ora, il provvedimento sui rimborsi resta una proposta in fase di valutazione.

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Tags: Economia, Trasporti

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