Ne abbiamo parlato con Antonella Querci presidente del Cug dell’AdSp MTS
LIVORNO – Su un totale di 16 Autorità di Sistema portuale italiane, 14 hanno negli ultimi mesi visto il rinnovo della propria governance, tutto ancora molto in bilico. Di queste, una e solo una ha visto l’arrivo di una donna nel posto più in alto di comando, non senza, tra l’altro, polemiche.
Al momento la “più alta in carica” a eccezione appunto del Commissario straordinario Tardino, resta solo Federica Montaresi, al momento segretario generale a La Spezia.
“Probabilmente si poteva fare di più -afferma Antonella Querci, dirigente innovazione e sviluppo dell’ente portuale di Livorno e presidente del Cug, Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità– ci sono donne nel settore di grande profilo professionale in grado di dare un grande contributo e il sistema portuale era pronto anche per un maggiore investimento. Ora resta aperta la partita dei segretari generali”.
Un organo, il Cug, nato circa un anno fa come scelta volontaria di una richiesta non obbligatoria fatta alle AdSp dal ministero.
“Al momento abbiamo aderito in cinque, Livorno ha fatto anche un passo in più, identificando come ruolo strategico quello delle politiche attive a sostegno dell’occupazione al femminile”.
Questo ha portato all’apertura di un processo di certificazione aziendale per la parità di genere.
“Certificarsi significa innanzitutto sottostare a una normativa nazionale e internazionale, rispettando criteri minimi obbligatori che riguardano le assunzioni, percorsi in carriera, politiche di welfare aziendale”.
Un organo non formale che in un anno circa di attività ha potuto vedere i primi risultati.
“Dobbiamo sostenere -continua Querci- le donne in percorsi formativi più strutturati, sostenerle nella scelta di professionalità anche di specializzazioni più tecniche o tecnologiche. Dobbiamo agire in maniera più concreta su proposte di welfare aziendale per sostenerle nella gestione dello spazio familiare, da affiancare a iniziative culturali”.
Una nuova opportunità in questo senso viene dall’uso dell’intelligenza artificiale: “I processi di automazione, innovazione, in qualche modo possono essere un’opportunità per le donne, perché è chiaro che se tolgo la variabile “peso fisico” la donna esce in tutta la sua forza dirompente. Serve preparazione per abbracciare il cambiamento con grandi specializzazioni tecniche o tecnologiche come ho detto. Le donne devono essere pronte anche a sfide, laddove nel settore logistico e portuale queste ci riguarderanno in maniera veramente molto importante”.
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