Dall’Assemblea di Assarmatori
ROMA – La revisione del sistema ETS europeo, una nuova strategia di investimenti per il settore marittimo e una maggiore proiezione internazionale del sistema portuale italiano. Sono questi i principali temi affrontati dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, intervenendo a margine dell’assemblea annuale di Assarmatori. Rixi ha espresso piena sintonia con le richieste avanzate dagli armatori italiani sul tema della competitività e della transizione energetica, sottolineando la necessità di accompagnare il percorso verso la decarbonizzazione senza compromettere la capacità competitiva del comparto marittimo europeo.
Tra le priorità indicate dal viceministro figura la revisione del sistema ETS applicato al trasporto marittimo. Secondo Rixi, l’attuale impianto rischia infatti di mettere in difficoltà un settore strategico proprio nel momento in cui l’Europa dovrebbe rafforzare la propria autonomia e la propria capacità marittima. Per questo il Governo italiano sta portando avanti un confronto a Bruxelles, chiedendo il sostegno dell’intero cluster marittimo nazionale.

Accanto al tema ambientale, il viceministro ha richiamato la necessità di una pianificazione di lungo periodo che consenta di orientare gli investimenti e di rafforzare il ruolo dell’Italia nella logistica internazionale. In questo quadro si inserisce il percorso di riforma avviato dal Governo, che punta a semplificare le attività negli scali nazionali e a rendere più efficiente il sistema portuale.
Rixi ha evidenziato come l’Italia abbia costruito negli anni una posizione di rilievo nel panorama marittimo internazionale soprattutto grazie all’iniziativa delle imprese private.
Oggi, però, per affrontare le nuove sfide globali, è necessario sviluppare una collaborazione sempre più stretta tra settore pubblico e operatori privati. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare che infrastrutture e traffici strategici finiscano sotto il controllo di soggetti esteri, rafforzando invece la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati internazionali. Una strategia che guarda non soltanto alla gestione dei porti nazionali, ma anche alla presenza italiana negli scali esteri, seguendo il modello adottato dalle principali nazioni marittime del mondo.

Nel suo intervento, il viceministro ha inoltre richiamato l’attenzione sulla crescente competizione internazionale, citando in particolare gli ingenti investimenti realizzati dalla Cina negli ultimi decenni nel settore della logistica e delle infrastrutture portuali. Secondo Rixi, l’Europa rischia di perdere terreno se non sarà in grado di sostenere adeguatamente le proprie filiere industriali e marittime.
Le recenti crisi geopolitiche, dalla guerra in Ucraina alle tensioni nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz, hanno dimostrato quanto sia strategico disporre di una solida capacità marittima. In questo contesto, il viceministro ha rivendicato il ruolo dell’Italia, definita il Paese europeo con la più forte vocazione marittima, capace di garantire continuità ai traffici e di individuare rapidamente nuove rotte logistiche quando gli equilibri internazionali vengono messi in discussione.
Per Rixi, il sistema marittimo rappresenta uno dei principali asset strategici nazionali e uno dei pochi comparti in cui l’Italia continua a occupare una posizione di leadership a livello globale. Un patrimonio che, ha sottolineato, deve essere difeso e rafforzato attraverso investimenti, semplificazioni normative e una visione condivisa che superi le divisioni politiche.
La sfida, ha concluso il viceministro, riguarda l’intero Paese e richiede una strategia di lungo periodo capace di garantire continuità alle politiche marittime indipendentemente dall’alternanza dei governi. Solo così l’Italia potrà mantenere un ruolo da protagonista nel commercio e nella logistica internazionale, in un contesto globale sempre più competitivo.
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