Fermerci: Tra incentivi e cantieri PNRR, il trasporto ferroviario merci attraversa una fase difficile ma guarda al rilancio
ROMA – In occasione dell’assemblea per gli 80 anni di Confetra a Roma, abbiamo intervistato Giuseppe Rizzi, direttore generale di Fermerci. Ribaltando la prospettiva, partiamo dalle notizie positive: il via libera europeo agli incentivi per la manovra ferroviaria in ambito portuale.
Ok dall’Europa agli incentivi per la manovra ferroviaria nei porti
Arriva da Bruxelles un segnale atteso dal settore: la decisione di gennaio autorizza le Autorità di Sistema portuale a concedere, per cinque anni (fino al 2030), un contributo massimo di 500 mila euro per ciascuna AdSp a sostegno della manovra ferroviaria nei porti. Si tratta di una proposta che Fermerci aveva lanciato già tre anni fa con la “Carta dell’Ultimo Miglio”, sostenendola con forza anche in Parlamento. In questi giorni, inoltre, il decreto Milleproroghe in discussione alla Camera ha recepito integralmente l’indicazione della Commissione europea, offrendo una cornice normativa chiara alla misura.
“È un primo passo”, sottolinea Rizzi. “Il mezzo milione rappresenta un segnale importante, ma per la manovra portuale è una cifra ancora limitata. Stiamo già lavorando per incrementare la dotazione, su richiesta del mercato. Non parliamo di somme enormi, ma certamente superiori all’attuale soglia. Sarebbe un sostegno decisivo per l’ultimo miglio ferroviario”.
Le criticità: calo dei volumi e capacità dimezzata
Le buone notizie, però, non cancellano le difficoltà. Dal settore emergono segnali di tensione, come il rischio di un indebolimento del rapporto fiduciario tra vettori e clienti nel trasporto merci su rotaia. Rizzi invita però a leggere il momento come una fase transitoria. I dati parlano chiaro:
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-2 milioni di treni/km nel 2025 rispetto al 2024
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-2,5% di numero treni nei porti (2025 su 2024)
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Un triennio di calo costante dal 2021-2022
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Una perdita stimata dell’8% sia per treni/km sia per numero di treni portuali
La causa principale? L’avvio dei lavori legati al PNRR sull’infrastruttura ferroviaria.

Effetto cantieri PNRR: rete al 50% della capacità
Il calo dei volumi coincide cronologicamente con l’apertura dei cantieri. “Oggi la rete ferroviaria viaggia con una riduzione di capacità del 50%”, spiega Rizzi. “Con una capacità dimezzata è impossibile fare sviluppo: perdere traffico diventa fisiologico”. Il 2026 dovrebbe rappresentare l’ultimo anno di forte criticità. Dal 2027, Rete Ferroviaria Italiana ha già comunicato alle imprese i primi rilasci infrastrutturali. La rete sarà progressivamente aggiornata agli standard europei, con prospettive di recupero e rilancio.
Meno treni, ma più pesanti: la resilienza delle imprese
Nonostante il contesto difficile, emerge un elemento positivo: la resilienza delle imprese ferroviarie. Pur diminuendo i treni/km e il numero di convogli nei porti, il totale delle tonnellate trasportate è rimasto pressoché invariato. Questo significa che oggi circolano meno treni, ma più pesanti ed efficienti, con una migliore performance media.
“È un dato che dà fiducia”, conclude Rizzi. “Non significa che il mercato stia bene — la situazione resta molto complessa — ma dimostra la capacità delle imprese di adattarsi. Stiamo attraversando una fase difficile, ma le basi per il rilancio ci sono”.
Tra incentivi europei e modernizzazione della rete, il trasporto ferroviario merci si trova in una fase di passaggio: complessa, ma potenzialmente decisiva per rafforzare il ruolo della rotaia nella logistica italiana.
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