Appello per regole chiare e uniformi. Le principali associazioni del settore chiedono un accordo condiviso al MEPC 84
LONDRA – In vista della riunione del Marine Environment Protection Committee (MEPC 84), il settore dello shipping internazionale si presenta unito nel ribadire il proprio sostegno al ruolo centrale dell’International Maritime Organization come regolatore globale e nel sollecitare un’accelerazione nell’attuazione del percorso di riduzione delle emissioni di gas serra. La presa di posizione congiunta arriva da alcune delle principali organizzazioni rappresentative della flotta commerciale mondiale, tra cui BIMCO, CLIA, International Chamber of Shipping, INTERCARGO, INTERFERRY, INTERTANKO e World Shipping Council.
Dopo il rinvio, nell’Ottobre 2025, dell’adozione delle nuove normative IMO sulle emissioni climalteranti, l’industria sottolinea l’urgenza che gli Stati membri trovino un’intesa su un percorso condiviso. L’IMO, si legge nella nota, ha dimostrato nel tempo una capacità unica nel definire standard globali per la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino, e resta il punto di riferimento imprescindibile per la regolazione del trasporto marittimo internazionale. Il comparto ribadisce inoltre il proprio impegno nel perseguire gli obiettivi fissati dalla strategia IMO 2023 sulla riduzione delle emissioni di gas serra, evidenziando gli ingenti investimenti già effettuati – pari a miliardi di dollari – per sperimentare combustibili alternativi e tecnologie innovative.
Uno dei messaggi chiave riguarda la necessità di evitare una proliferazione di normative regionali o nazionali non coordinate, che potrebbero tradursi in duplicazioni sanzionatorie per le stesse emissioni. L’industria sostiene quindi soluzioni globali, pratiche ed efficaci, capaci di garantire un’applicazione uniforme e un level playing field competitivo.
Sul piano tecnico, le associazioni evidenziano l’importanza dei lavori in corso su temi come la valutazione del ciclo di vita dei carburanti e i sistemi di certificazione, ritenuti fondamentali per fornire basi solide all’adozione di nuove misure. Le decisioni, sottolineano, dovranno essere guidate dai dati e mantenere un approccio neutrale rispetto alle tecnologie e ai combustibili, tenendo conto sia della disponibilità sia dei requisiti di sicurezza.
In questo contesto, il settore invita a riconoscere il ruolo dei combustibili di transizione – come GNL, GPL e biocarburanti sostenibili – insieme a un ampio ventaglio di alternative, tra cui e-fuel, biometanolo, biometano, bioetanolo sostenibile e ammoniaca. Parallelamente, viene richiamata l’importanza di tecnologie complementari quali la propulsione eolica, lo stoccaggio energetico a batteria, l’elettrificazione da terra (shore power), il nucleare e i sistemi di cattura della CO₂ a bordo.
Le future regole IMO, prosegue la dichiarazione, dovranno offrire certezza normativa a livello globale e inviare segnali chiari al mercato energetico, così da accelerare la produzione e la disponibilità di combustibili alternativi. Al tempo stesso, sarà fondamentale garantire meccanismi di applicazione efficaci per assicurare il reale conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Infine, l’industria ribadisce che la decarbonizzazione del trasporto marittimo rappresenta una sfida condivisa tra più attori e non può gravare esclusivamente sugli armatori. In questo senso, il comparto si dice pronto a collaborare attivamente con gli Stati membri dell’IMO per contribuire alla definizione di un quadro regolatorio efficace e coerente con gli obiettivi strategici dell’organizzazione.
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