Shipping digitale, la competitività globale passa dai dati

Report Lloyd’s Register e OneOcean: la gestione dei dati operativi diventa decisiva per competitività, compliance ambientale e digitalizzazione dello shipping globale

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ATENE – Nel nuovo scenario dello shipping globale non saranno solo le dimensioni della flotta o la capacità finanziaria a determinare il posizionamento competitivo degli operatori.

A fare la differenza sarà sempre più la qualità dei dati operativi e la capacità delle compagnie di navigazione di trasformarli in decisioni strategiche.

È quanto emerge dal report “Mastering maritime data for competitive advantage”, presentato ad Atene durante la Smart Maritime Network Conference e promosso dalla società di classificazione britannica Lloyd’s Register insieme al provider tecnologico marittimo OneOcean.

Digitalizzazione e pressione normativa

Lo studio fotografa un settore che produce oggi una quantità senza precedenti di informazioni operative – dalle performance di bordo ai consumi energetici, dalle rotte ai parametri ambientali – ma che continua a soffrire di una gestione frammentata e poco standardizzata dei dati.

Una criticità che, secondo gli autori, rischia di rallentare la trasformazione digitale del comparto proprio nel momento in cui la pressione regolatoria e commerciale impone un salto di qualità.

La digitalizzazione dello shipping, sottolinea il report, non può più essere considerata un’opzione tecnologica ma un passaggio strutturale per garantire competitività e resilienza.

L’entrata in vigore di strumenti normativi come l’EU Emissions Trading System e il regolamento FuelEU Maritime sta infatti rendendo i dati operativi un elemento centrale non solo per la conformità ambientale ma anche per la gestione economica delle flotte. La capacità di monitorare in modo affidabile consumi, emissioni e performance di viaggio diventa quindi un fattore determinante per contenere i costi e ottimizzare le strategie commerciali.

Maturità digitale ancora incompleta

Secondo l’ultimo Digital Maturity Index elaborato da Lloyd’s Register, il livello di standardizzazione dei dati nel settore marittimo si attesta a 2,45 su una scala di quattro, mentre la maturità digitale complessiva raggiunge appena quota 2,1. Numeri che evidenziano progressi disomogenei e una trasformazione ancora incompleta.

Il problema, osserva lo studio, non risiede tanto nella produzione delle informazioni quanto nella loro qualità, nella capacità di validarle e nel loro utilizzo lungo l’intero ciclo operativo, dalla raccolta a bordo fino all’impiego strategico a terra.

Le criticità emergono soprattutto nelle fasi iniziali del processo informativo. In molte realtà, i dati continuano a essere inseriti manualmente o archiviati in sistemi isolati, con inevitabili ripercussioni sulla loro affidabilità. Errori o incoerenze nella raccolta possono infatti compromettere successivamente la reportistica sulle emissioni, l’analisi delle performance o le decisioni commerciali legate all’impiego delle navi.

Governance e integrazione dei sistemi

Per gli autori del report, il valore già generato dalle flotte globali potrà essere pienamente sfruttato solo attraverso un rafforzamento della governance dei dati, una maggiore standardizzazione dei formati e un’integrazione più profonda tra i sistemi digitali utilizzati dagli operatori.

In questo contesto, anche l’evoluzione delle tecnologie di connettività gioca un ruolo decisivo. Le reti satellitari ad alta capacità e le piattaforme cloud stanno trasformando la gestione delle informazioni, consentendo una trasmissione quasi in tempo reale dei dati di performance delle navi e aprendo la strada a modelli decisionali più dinamici e reattivi.

Il report invita tuttavia a non considerare l’innovazione tecnologica come una soluzione automatica. Strumenti avanzati come l’intelligenza artificiale o l’analisi predittiva, sempre più presenti nelle strategie di digitalizzazione del settore, sono infatti efficaci solo se alimentati da dati coerenti e verificati. In assenza di processi solidi di governance, avverte lo studio, il rischio è quello di amplificare errori e distorsioni anziché generare insight operativi utili.

Collaborazione lungo l’ecosistema marittimo

La prossima fase della digitalizzazione marittima, conclude la ricerca, dipenderà in larga misura dalla capacità di collaborazione tra i diversi attori dell’ecosistema logistico: armatori, fornitori tecnologici, società di classificazione, porti e autorità regolatorie. Solo un approccio coordinato potrà infatti garantire standard comuni e rendere realmente interoperabili i sistemi informativi lungo le catene globali del trasporto.

“La transizione verso un modello operativo guidato dai dati è già in corso e sta cambiando le aspettative di regolatori, charterer e proprietari del carico”, ha spiegato Pranav Kumar, Global Advisory Lead – Operational Excellence di LR Advisory. “Una gestione efficace delle informazioni, dalla reportistica sulle emissioni all’ottimizzazione dei viaggi, diventerà sempre più decisiva per affrontare le pressioni normative e commerciali”.

Sulla stessa linea Barry Hooper, Vice-President Product and Technology di OneOcean, secondo cui il ruolo dei dati operativi nello shipping sta evolvendo rapidamente. “La conformità non è più l’obiettivo finale ma il punto di partenza. Le compagnie stanno iniziando a utilizzare le informazioni per migliorare l’efficienza dei viaggi, gestire l’esposizione ai costi delle emissioni e aumentare i margini. Chi saprà considerare i dati come un asset strategico potrà ottenere un vantaggio competitivo significativo”.

In un contesto segnato dalla transizione energetica e dalla crescente digitalizzazione delle supply chain, il controllo dell’informazione operativa si conferma dunque uno dei nuovi fronti della competizione marittima globale. Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di un cambio di paradigma destinato a ridefinire modelli organizzativi, relazioni industriali e strategie di mercato lungo tutte le rotte del commercio internazionale.

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Tags: Shipping
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