Shipping e logistica: perché il risk management cambia

Rubrica sugli scenari di rischio nello shipping e nella supply chain a cura di GGRS: Armana analizza cyber risk e supply chain fragile

Rubrica a cura Gavio Global Risk Solution

LIVORNO- La nostra intervista parte con un affermazione del dott. Armana (PCA Broker): “Non bastano più le polizze, serve una gestione integrata del rischio”.

Nel sistema globale dello shipping e della logistica la gestione del rischio non è più soltanto una questione assicurativa. Le tensioni geopolitiche, la fragilità delle supply chain, la trasformazione tecnologica e l’accelerazione dell’intelligenza artificiale stanno ridisegnando il perimetro delle minacce con cui devono confrontarsi armatori, operatori logistici e imprese industriali.

È in questo contesto che si inserisce la rubrica dedicata agli scenari di rischio nello shipping e nella supply chain, realizzata dal Messaggero Marittimo.

Nel secondo episodio entra nel merito del tema Roberto Armana, President & CEO di PCA Consultative Broker, analizzando come il settore stia passando da un approccio assicurativo tradizionale a una gestione integrata e strategica dei rischi.

Dal modello assicurativo al risk management integrato

Secondo Armana, il mondo nel quale operano oggi le imprese del mare è radicalmente diverso rispetto anche solo a pochi anni fa. La complessità dei mercati, l’emergere di nuove minacce e la crescente interdipendenza tra logistica, tecnologia e geopolitica rendono ormai superato il modello classico basato esclusivamente sul trasferimento del rischio attraverso le polizze.

“La realtà in cui operano oggi le imprese è completamente trasformata rispetto al passato”, spiega Armana. “I rischi emergenti e le nuove minacce impongono un approccio più evoluto, in cui il rischio non viene gestito solo attraverso l’assicurazione, ma diventa un elemento centrale dell’organizzazione aziendale”.

Per il CEO di PCA Broker il vecchio schema — analisi del rischio e successivo trasferimento assicurativo — non è più sufficiente per le aziende moderne. La gestione del rischio deve diventare una funzione integrata nella governance aziendale, capace di collegare sicurezza operativa, sostenibilità, gestione dei sinistri e strategia industriale.

Il caso concreto: quando il risk management diventa leva strategica

Un esempio concreto di questa evoluzione arriva da un recente incarico seguito direttamente da Armana e dal suo team.

Un grande operatore logistico ha infatti affidato a PCA Broker un check-up completo della propria organizzazione aziendale, con l’obiettivo di comprendere in che modo un approccio integrato alla gestione dei rischi potesse migliorare l’efficienza complessiva dell’impresa.

Il lavoro si è sviluppato su più livelli. Da un lato è stata avviata un’attività di operational risk management, finalizzata a individuare le principali vulnerabilità operative. Parallelamente sono stati seguiti il bilancio di sostenibilità, la gestione delle coperture assicurative come broker e l’organizzazione di un sistema integrato per la gestione dei sinistri, comprese le attività di rivalsa.

Il risultato, sottolinea Armana, è stato significativo. L’adozione di una gestione coordinata dei rischi ha prodotto benefici tangibili in termini di semplificazione dei processi, armonizzazione delle procedure e riduzione dei costi, dimostrando come il risk management possa trasformarsi da funzione difensiva a leva strategica per l’impresa.

Supply chain fragile, cyber risk e materie prime: i rischi del prossimo decennio

Guardando ai prossimi anni, Armana individua alcune direttrici di rischio che diventeranno sempre più centrali per il settore marittimo e logistico.

La prima riguarda proprio la supply chain globale, che negli ultimi anni ha mostrato tutta la sua vulnerabilità. La fase post-Covid ha evidenziato quanto anche un singolo anello della catena — dall’approvvigionamento di microchip alla disponibilità di materie prime — possa mettere in difficoltà interi sistemi industriali.

“Lo abbiamo visto chiaramente nel periodo successivo alla pandemia”, osserva Armana. “Materie prime e componenti che prima erano facilmente reperibili sono improvvisamente diventati difficili da ottenere, mettendo sotto pressione aziende e sistemi produttivi”.

Accanto a queste criticità emergono poi le minacce tecnologiche, in particolare quelle legate alla cybersecurity. L’espansione dell’intelligenza artificiale e la crescente digitalizzazione dei sistemi logistici espongono infatti le imprese a nuovi livelli di vulnerabilità informatica.

A queste si aggiungono altri fattori strutturali destinati a incidere sulla competitività delle imprese marittime: l’instabilità energetica, la volatilità dei mercati delle materie prime e l’aumento della frequenza degli eventi naturali estremi.

Oltre le polizze: il nuovo paradigma della sicurezza industriale

Di fronte a questo scenario, la conclusione di Armana è netta. Continuare ad affrontare i rischi globali con strumenti esclusivamente assicurativi significa utilizzare un paradigma ormai superato.

“Pensare di risolvere tutto semplicemente attraverso il trasferimento del rischio, cioè con le polizze, non è più sufficiente”, afferma. “Le aziende che vogliono modernizzarsi devono adottare un approccio integrato, capace di anticipare le minacce e gestirle all’interno della propria struttura organizzativa”.

Una trasformazione che riguarda non solo il settore assicurativo, ma l’intero ecosistema dello shipping e della logistica.

In un mondo dove geopolitica, tecnologia e supply chain sono sempre più intrecciate, la gestione del rischio diventa infatti uno degli elementi decisivi per la resilienza e la competitività delle imprese.

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Tags: Editoriali, Shipping
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