In corsa anche Dp World e Cma Cgm per entrare nel gruppo armatoriale ligure e sostenere il maxi piano di investimenti del Terminal del Golfo
LA SPEZIA – Si intensifica il confronto attorno al futuro del gruppo Tarros, protagonista di quello che negli ambienti portuali viene ormai definito il “risiko delle banchine” del porto di La Spezia. La storica compagnia armatoriale ligure sarebbe infatti alla ricerca di un partner industriale e finanziario capace di accompagnare il nuovo ciclo di investimenti previsto nello scalo spezzino. Secondo le indiscrezioni che circolano nel cluster logistico-portuale e riportate anche dalla cronaca locale del quotidiano La Nazione, le trattative sarebbero entrate in una fase avanzata e il closing dell’operazione potrebbe arrivare entro la fine dell’estate. Tra i soggetti interessati spicca soprattutto Contship Italia, già presente alla Spezia attraverso la società partecipata La Spezia Container Terminal (LSCT) e considerata da diverse fonti in posizione di vantaggio rispetto agli altri pretendenti.

In corsa restano comunque anche due grandi player internazionali del settore marittimo e terminalistico: DP World, colosso logistico degli Emirati Arabi Uniti, e CMA CGM, terzo gruppo armatoriale al mondo. Sullo sfondo si muoverebbe inoltre una quarta ipotesi legata a un investitore supportato da un importante operatore italiano dello shipping.
La ricerca di un nuovo socio nasce dalla necessità di sostenere il piano di sviluppo del Terminal del Golfo (TDG), infrastruttura controllata da Tarros destinata a essere protagonista degli ampliamenti previsti dal Piano regolatore portuale. Il gruppo guidato dalla famiglia Musso dovrà infatti affrontare investimenti superiori ai 100 milioni di euro, a partire dal primo lotto da 15 milioni per la realizzazione di una nuova banchina. L’accordo per l’ampliamento del terminal, firmato nei mesi scorsi dall’allora commissaria straordinaria dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Orientale Federica Montaresi e dal presidente di Tarros Alberto Musso, ha rilanciato il progetto di sviluppo dello scalo spezzino, ma allo stesso tempo ha reso necessario individuare nuove risorse finanziarie e industriali.
Per Contship, un eventuale ingresso nel gruppo Tarros rappresenterebbe un ulteriore rafforzamento della presenza nel porto ligure, dove il gruppo è già impegnato in un investimento da circa 90 milioni di euro per un nuovo terminal container. L’operazione consentirebbe inoltre di consolidare la strategia mediterranea già sviluppata con gli investimenti nei terminal di Tanger Med e Porto di Damietta. Resta però aperta la questione legata alla concentrazione del mercato portuale spezzino. Un eventuale ingresso di Contship in Tarros potrebbe infatti rafforzare ulteriormente il peso del gruppo nello scalo ligure, dove controlla già LSCT, partecipata anche da MSC . Un tema che potrebbe richiedere valutazioni sotto il profilo della concorrenza e dell’equilibrio operativo all’interno del porto.
Tarros, che collega 31 porti del Mediterraneo attraverso 24 società e impiega quasi 800 addetti, resta uno degli operatori storici dello shipping italiano, noto soprattutto per il modello logistico “door to door” sviluppato negli anni nel traffico mediterraneo. Dopo il mancato ingresso del gruppo turco Arkas, il gruppo ligure punta ora a trovare un partner capace di condividere investimenti, sviluppo e strategia industriale in una fase cruciale per il futuro dello scalo ligure.
Il Gruppo Tarros punta in alto: ampliamento del terminal e centralità nel Mediterraneo
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