I circa 200 soci e dipendenti della cooperativa attendo un confronto entro dieci giorni
LA SPEZIA – Si apre una nuova vertenza nel porto della Spezia. I circa 200 soci e dipendenti della cooperativa Dock Service, specializzata nelle attività di rizzaggio e derizzaggio delle navi, hanno dato mandato ai sindacati di avviare un confronto urgente con La Spezia Container Terminal (LSCT). In assenza di risposte concrete entro una decina di giorni, scatteranno tre giornate di sciopero. Al centro della disputa c’è la decisione di LSCT di non rinnovare il contratto di appalto, in scadenza il 31 Dicembre 2026, optando per l’internalizzazione del servizio di fissaggio dei carichi sulle navi.

L’assemblea, svoltasi all’Auditorium Bucchioni dell’AdSp, ha visto una forte partecipazione dei dipendenti, che chiedono garanzie precise sul numero di addetti che saranno riassorbiti, sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulle condizioni contrattuali ed economiche maturate negli anni. Nella lettera che era stata diffusa dai lavoratori viene ricordato il ruolo svolto da Dock Service negli ultimi ventiquattro anni nello sviluppo del terminal spezzino. Gli operatori sottolineano di aver garantito continuità operativa anche in condizioni particolarmente impegnative, contribuendo alla crescita dei traffici e formando personale destinato ad altri porti italiani ed esteri, nonostante la progressiva riduzione degli organici dovuta ai pensionamenti e all’usura della professione.
Le preoccupazioni riguardano anche il progetto industriale alla base della riorganizzazione, con particolare riferimento all’impatto dell’automazione, alla gestione dei lavoratori con limitazioni fisiche e alla salvaguardia delle professionalità acquisite.
Dal canto suo, LSCT aveva confermato che la mancata proroga dell’appalto rientra in una strategia di internalizzazione delle attività considerate strategiche per il terminal. L’azienda aveva assicurato che il servizio sarà progressivamente assorbito all’interno delle società del gruppo, in particolare Hannibal ed Eagle, e che il piano è stato progettato per garantire la continuità occupazionale, destinando gli altri lavoratori ad attività operative alternative senza ricadute sui livelli complessivi di impiego.
La nuova vertenza si inserisce in una fase di profonda trasformazione del porto spezzino, caratterizzata da processi di riorganizzazione e automazione. Una situazione che si contrappone alla recente soluzione positiva della crisi di Sea Log, conclusasi con l’accordo per il riassorbimento di tutti i 60 lavoratori da parte di altre imprese della comunità portuale.
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