Nella prima settimana del 2026, i passaggi nel canale risultano ancora inferiori di circa il 60% rispetto allo stesso periodo del 2023
SUEZ – A oltre tre mesi dall’ultimo attacco attribuito ai ribelli Houthi, il traffico nel Canale di Suez resta su livelli nettamente inferiori rispetto al periodo pre-crisi. È quanto emerge dall’analisi di BIMCO, che evidenzia come gli operatori marittimi stiano rientrando con estrema cautela sulla rotta del Mar Rosso, nonostante il progressivo miglioramento delle condizioni di sicurezza. Sono trascorsi circa 100 giorni dall’ultimo attacco a una nave, avvenuto il 29 Settembre 2025 contro la Minervagracht. Sebbene gli Houthi abbiano dichiarato la fine delle ostilità 43 giorni dopo, i volumi di transito attraverso Suez non hanno ancora mostrato segnali di recupero significativi. Nella prima settimana del 2026, i passaggi nel canale risultano ancora inferiori di circa il 60% rispetto allo stesso periodo del 2023, prima che le deviazioni via Capo di Buona Speranza diventassero sistematiche.
Dall’inizio della crisi, nel Novembre 2023, quasi 100 navi sono state attaccate o sequestrate. Tuttavia, il vero crollo dei traffici a Suez si è manifestato solo a partire da Gennaio 2024. Da allora, la capacità in termini di portata lorda transitata nel canale si è attestata trimestralmente tra il 51% e il 64% in meno rispetto ai livelli del 2023. Una situazione che è rimasta sostanzialmente invariata per tutto il 2025.
Il segmento più colpito è stato quello del trasporto container. Nel quarto trimestre del 2025, i transiti delle portacontainer sono risultati inferiori dell’86% rispetto al 2023. Più contenute, ma comunque rilevanti, le flessioni per le rinfusiere (-55%), le petroliere per greggio (-32%) e le product tanker (-19%). Proprio queste ultime rappresentano l’eccezione: grazie a premi di nolo più elevati, una parte del traffico di prodotti raffinati è tornata a transitare da Suez, riducendo il calo dal 45% del 2024 al 19% nell’ultimo trimestre del 2025. Nel comparto container, qualche timido segnale di rientro si sta comunque affacciando. CMA CGM ha annunciato il ritorno delle linee MEDEX e INDAMEX sulle rotte via Suez a partire da Gennaio 2026, mentre Maersk ha effettuato a dicembre un primo passaggio esplorativo con la Maersk Sebarok, la prima nave del gruppo a transitare nel canale dall’inizio del 2024. Il vettore danese ha però chiarito che ulteriori transiti dipenderanno dal mantenimento di adeguati standard di sicurezza.

A favorire un graduale ritorno potrebbe contribuire anche la riduzione dei premi assicurativi per il rischio guerra. All’inizio di Dicembre, secondo S&P Global, i premi per il Mar Rosso erano scesi intorno allo 0,2% del valore dello scafo, il livello più basso dal Novembre 2023. Per BIMCO, una normalizzazione dei traffici appare oggi più probabile che in qualsiasi altro momento degli ultimi due anni, anche se i tempi restano incerti.
Il rientro generalizzato a Suez, tuttavia, avrebbe effetti rilevanti sul mercato. Se da un lato ridurrebbe i costi operativi per gli armatori, dall’altro diminuirebbe la domanda di tonnellaggio. BIMCO stima che una piena normalizzazione potrebbe ridurre la domanda di portacontainer di circa il 10%, mentre per altri segmenti il calo sarebbe compreso tra il 2% e il 3%. Guardando poi avanti, BIMCO prevede una crescita della domanda di navi tra il 2,5% e il 3,5% sia nel 2026 sia nel 2027, a fronte di un aumento dell’offerta stimato al 3% nel 2026 e al 3,5% nel 2027. A ciò si aggiunge l’incognita del rinnovo del ‘parco circolante’: nelle previsioni sono inclusi 750mila teu di capacità destinata alla demolizione nel biennio 2026-2027, ma l’associazione segnala un “arretrato” potenziale di 1,8 milioni di teu, dovuto a livelli di recycling molto contenuti negli ultimi cinque anni. Se le demolizioni dovessero risultare inferiori alle attese, il rischio di sovracapacità aumenterebbe.
Sul fronte operativo, nel 2025 la velocità media ponderata delle navi è scesa leggermente a 14,7 nodi, rispetto ai 14,8 del 2024, pur restando superiore ai 14,4 nodi del 2023. Con l’arrivo di nuove navi, BIMCO si attende un rallentamento volontario delle velocità nel 2026 e 2027, pari a circa 0,25 nodi, elemento già incorporato nelle stime di mercato.
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