Taranto guarda al futuro dell’eolico offshore: torna Offshore Wind Revolution

La terza edizione dell’evento riunirà imprese, istituzioni e operatori internazionali. Oltre 95 progetti hanno già chiesto la connessione alla rete

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TARANTO – Sarà Taranto, individuata dal Governo come hub strategico per lo sviluppo dell’eolico offshore, il punto di incontro tra industria, portualità, istituzioni e ricerca sul futuro dell’energia eolica in mare. Dal 7 al 9 Ottobre si svolgerà infatti la terza edizione di Offshore Wind Revolution (OWR), iniziativa promossa da Magellan Circle insieme all’Autorità di Sistema portuale del Mar Ionio e alla Regione Puglia, con il patrocinio del Comune di Taranto. L’appuntamento arriva in una fase particolarmente importante per il comparto italiano. Sono oltre 95 le iniziative di eolico offshore che hanno presentato a Terna richieste di connessione alla rete, per una potenza complessiva di circa 64 GW. Di queste, 31 riguardano la Puglia, per oltre 23 GW di capacità potenziale.

Numeri che evidenziano le dimensioni di un mercato destinato a coinvolgere non soltanto il settore energetico, ma un’ampia parte del sistema industriale. Secondo uno studio citato dagli organizzatori e realizzato dall’Associazione Aero insieme a Politecnici di Torino e Bari, Intesa Sanpaolo, ANEV/OWEMES e Prometeia, ogni euro investito nell’eolico offshore galleggiante potrebbe generare ulteriori 2,9 euro nell’economia nazionale.

Una filiera che coinvolge anche i porti

È proprio sulla possibilità di trasformare lo sviluppo dell’eolico offshore in una politica industriale che si concentra l’attenzione della Regione Puglia. Per l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro Eugenio Di Sciascio, il settore può rappresentare una leva capace di mettere in movimento manifattura, logistica, cantieristica, servizi tecnologici, manutenzione e nuove professionalità.

La Regione ha inserito il tema dell’offshore anche nell’Agenda per Taranto, indicando lo sviluppo del comparto tra le direttrici strategiche per l’area ionica e chiedendo di consolidare il ruolo della città quale hub nazionale per l’eolico offshore galleggiante.

In questa prospettiva, secondo Di Sciascio, i porti di Taranto e Brindisi possono assumere una funzione industriale al servizio della nuova filiera, mettendo a disposizione banchine, aree logistiche e di stoccaggio, competenze e, in prospettiva, capacità produttive. L’obiettivo è favorire l’ingresso delle imprese pugliesi in un mercato ancora in fase di sviluppo e consentire loro di acquisire competenze e sviluppare tecnologie destinate al settore. Un percorso che, secondo l’assessore, è già accompagnato da iniziative concrete. Tra queste figura BLUE-TECH, progetto Interreg Grecia-Italia nel quale la Regione lavora sulla modernizzazione della logistica portuale e sulla pianificazione energetica attraverso sensori, sistemi IoT, modellazione dei processi e simulazione dei flussi necessari alla movimentazione dei componenti degli impianti eolici galleggianti.

La prospettiva, quindi, è quella di collegare transizione energetica, innovazione digitale e sviluppo portuale, facendo in modo che la crescita delle rinnovabili produca anche valore industriale e occupazione qualificata.

Taranto come piattaforma per la transizione

Per il presidente dell’AdSp del Mar Ionio Giovanni Gugliotti, l’arrivo a Taranto della terza edizione di Offshore Wind Revolution conferma il ruolo che il porto può svolgere nella transizione energetica nazionale. L’auspicio dell’AdSp è che il confronto possa fornire dati e approfondimenti utili a misurare il contributo concreto che l’eolico offshore può offrire non soltanto allo scalo, ma anche alla città e al sistema economico nazionale, in un contesto nel quale sviluppo industriale, coesione sociale e territorio sono sempre più strettamente collegati.

La manifestazione punta inoltre a creare occasioni di confronto diretto tra la filiera locale e i principali operatori internazionali. Alexio Picco, presidente di Magellan Circle, sottolinea infatti l’ampliamento della formula rispetto alle precedenti edizioni: quest’anno l’appuntamento si sviluppa su tre giornate, con una parte significativa delle attività dedicata alle aziende pugliesi e agli sponsor.

L’intento è consentire alle imprese del territorio di entrare in contatto con i grandi player del settore e confrontarsi sulle esperienze maturate nei mercati europei. Secondo Picco, l’Italia deve accelerare sul fronte dell’eolico offshore per evitare di perdere opportunità industriali in un comparto che potrebbe contribuire sia alla crescita delle rinnovabili sia allo sviluppo del Mezzogiorno.

Francia e Olanda portano a Taranto le proprie esperienze

Il programma internazionale sarà arricchito dalla presenza di due delegazioni provenienti da Francia e Olanda, Paesi che rappresentano esperienze differenti nel percorso di sviluppo dell’eolico offshore europeo. La Région Occitanie porterà l’esperienza francese, particolarmente significativa per il Mediterraneo e interessante anche per le modalità con cui è stato sviluppato il relativo cluster industriale. L’Olanda, invece, offrirà una testimonianza proveniente da uno dei Paesi europei maggiormente avanzati nel settore, grazie alla collaborazione con l’Ambasciata olandese.

Il confronto internazionale sarà quindi uno degli elementi centrali della manifestazione, con l’obiettivo di mettere a disposizione degli operatori italiani modelli, esperienze e strumenti sviluppati in mercati dove l’eolico offshore ha già raggiunto livelli di maturità superiori.

Tre giorni tra industria, confronto e portualità

La manifestazione prenderà il via mercoledì 7 con la OWR Experience, riservata agli invitati, che prevede visite e attività presso strutture industriali coinvolte nel comparto, oltre a momenti di networking.

Giovedì 8, nella prima parte della giornata, si svolgeranno tavoli di lavoro dedicati ad aziende, istituzioni, ricercatori, tecnici ed esperti della regolamentazione. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, prenderà il via la conferenza principale, aperta al pubblico e con traduzione simultanea italiano-inglese. Tra i temi affrontati ci saranno la costruzione di ecosistemi europei per l’eolico offshore, lo sviluppo delle filiere territoriali e il ruolo dei territori nella crescita del comparto.

I lavori proseguiranno venerdì 9, dalle 9.30 alle 16.30, con sessioni dedicate alla comunicazione strategica, alla realizzazione degli impianti in Italia, agli aspetti normativi e autorizzativi e alla riduzione dei rischi associati all’eolico offshore galleggiante. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’LCOE (Levelized Cost of Energy) e, soprattutto, al ruolo delle infrastrutture portuali. La sessione conclusiva, dedicata al “fattore portuale”, affronterà infatti la funzione degli scali come possibile motore della crescita industriale e della creazione di valore lungo la filiera dell’eolico offshore.

La conferenza dell’8 e 9 ottobre si terrà all’Hotel Delfino di Taranto. 

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A Taranto la terza edizione di Offshore Wind Revolution

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Tags: Energia, Porti

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