“Ma il porto non è schiacciato da un sovraffollamento turistico”
LIVORNO – Tassa d’imbarco, Darsena Europa. Il porto, per la città di Livorno, è motore per l’economia e tema di interesse per l’amministrazione comunale. Nei giorni scorsi sono state due i momenti in cui se ne è discusso in Consiglio comunale e in Commissione.
Nella prima si è parlato della tassa di imbarco e di come portare avanti la cosa anche a Livorno sulla scia di Civitavecchia e Genova dove tra l’altro proprio nelle scorse ore gli armatori hanno in qualche modo, non ufficiale, paventato la possibilità di un ricorso al Tar.
Livorno guarda al futuro del proprio porto e della città con un approccio pragmatico, ancorato alle norme vigenti ma aperto a una visione nazionale condivisa. È quanto emerge dalle parole del sindaco Luca Salvetti, che affronta i temi della possibile tassa di sbarco, delle grandi opere portuali e del ruolo strategico della Blue Economy nello sviluppo del territorio.

Sul dibattito, sempre più diffuso in Italia, relativo all’introduzione di una tassa di imbarco o sbarco per crociere e traghetti, il primo cittadino chiarisce la posizione dell’amministrazione comunale: “Non si tratta di una scelta politica autonoma – spiega – ma di un rispetto delle normative attualmente in vigore”. Le regole, infatti, consentono l’applicazione della tassa esclusivamente ai comuni capoluogo di provincia in dissesto finanziario. Livorno, pur essendo capoluogo, non rientra in questa condizione e, di conseguenza, allo stato attuale non può introdurre alcun contributo di questo tipo.
Il tema, tuttavia, non viene liquidato come secondario. Salvetti sottolinea la necessità di una valutazione a livello nazionale, ricordando come l’argomento sia stato recentemente affrontato anche in incontri istituzionali, tra cui un confronto a Roma con la sindaca di Genova Silvia Salis. “Serve una strategia comune del ministero e del governo – afferma – che garantisca uniformità tra tutti i porti italiani. Se ci sarà una linea nazionale, Livorno è pronta a seguirla”. Al tempo stesso, il sindaco evidenzia come il contesto livornese sia diverso rispetto ad altre realtà portuali caratterizzate da un turismo eccessivo. “Il porto di Livorno non è schiacciato da un sovraffollamento turistico – osserva – anzi, siamo alla ricerca di nuovi arrivi e di ulteriore economia legata al turismo”. Da qui la cautela verso misure che possano risultare punitive. Resta però fermo un principio: “La città e alcune aree portuali devono poter avere una forma di compensazione per gli impatti generati. Su questo non ci sono dubbi”.

Nel corso dell’intervista Salvetti torna anche sui recenti lavori della commissione consiliare permanente, che ha fatto il punto sullo stato delle darsene e sui prossimi sviluppi delle grandi opere portuali. Un confronto che il sindaco definisce “molto utile”, anche grazie agli interventi dell’ex presidente AdSp e ancora oggi commissario straordinario dell’opera Luciano Guerrieri e dell’attuale numero uno di Palazzo Rosciano Davide Gariglio. “È stato importante – sottolinea – ricostruire in modo puntuale tutti i passaggi e constatare che, al di là delle differenze politiche, tutte le forze in Consiglio condividono la necessità di dare forza al percorso e al rapporto con il Ministero, affinché l’opera si realizzi e lo faccia in tempi rapidi”.
Lo sguardo si allarga infine alla Blue Economy, indicata dal sindaco come uno dei pilastri dello sviluppo livornese e regionale. A supporto di questa visione, Salvetti richiama uno studio recente dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che evidenzia come Firenze e Livorno siano le città toscane con i maggiori margini di crescita, già oggi determinanti per il PIL regionale. «Livorno contribuisce attraverso la chimica, il salto di qualità del turismo e soprattutto grazie alla Blue Economy, che è e deve restare la nostra vocazione».
Un concetto reso ancora più concreto dall’attualità industriale: poche ore prima dell’intervista, il sindaco era presente al varo di un nuovo yacht Benetti, simbolo di una cantieristica di alta gamma che rappresenta uno degli asset più qualificanti dell’economia del mare. “Queste produzioni di eccellenza – conclude Salvetti – dimostrano quanto la Blue Economy sia la base su cui costruire lo sviluppo futuro della città”.
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