E porterà lavoro in Valle Susa e in Italia: l’ex sottosegretario ai Trasporti Giachino risponde a Fridays for future
TORINO – “Non so quale cattivo maestro abbia avuto il signor Stefano Ditella di Friday for future per dire che da noi la democrazia è sospesa, nel momento in cui, ragazzi incappucciati, assaltano opere pubbliche pagate con i soldi di tutti gli italiani e deliberate dal Parlamento, l’unico organo che in base alla Costituzione nata dalla Resistenza, può esprimere la volontà del popolo italiano”. Scrive Mino Giachino, già sottosegretario ai Trasporti, in una nota inviata al nostro giornale.
“La violenza anche se è di sinistra non è mai democratica. Ci sarà ben un Giudice in Italia che dica con chiarezza che chi si oppone con la forza alle decisioni del Parlamento compie un atto eversivo contrario all’interesse nazionale. Tutto ciò premesso, il grande sviluppo della economia mondiale che cresce al ritmo del 3% annuo, come dicono tutte le statistiche, genera l’aumento dei traffici di merci e persone. Il PIL prodotto nel nostro Paese è rappresentato per oltre un terzo dalle esportazioni.

Non a caso le aziende di logistica vedono crescere ogni anno fatturato e posti di lavoro. Senza il surplus export meno import, il nostro PIL sarebbe più basso con forte taglio ai nostri posti di lavoro e al nostro benessere. Verso la Francia il saldo commerciale è di 18 miliardi di euro, quasi il doppio il costo della TAV. La Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa e il trasporto incide per almeno 1/3. Usare il trasporto su ferro oltre a diminuire la congestione del traffico e la incidentalità stradale diminuisce l’inquinamento, una delle cause più importanti di morte anticipata per tanti nostri connazionali.
In tutto il mondo, scrive Giachino, i verdi si battono per il trasporto su rotaia, solo nella enclave della Bassa Valle c’é una parte della popolazione contraria. Il vecchio traforo del Frejus, contro il quale si batterono gli antenati dei Notav, meritandosi un epiteto da Cavour che non mi permetto di ripetere, si trova a 1300 metri di altezza e rende più costoso il trasporto. Quando ci sarà la TAV basterà una locomotiva per trainare un treno merci lungo 750 metri per portarlo a 1300 metri.
Inoltre la vecchia galleria del 1871 è stretta e costruita con i sistemi di quasi due secoli fa. Non a caso in Svizzera, mentre da noi i Notav assaltavano il cantiere di Chiomonte, hanno costruito due tunnel ferroviari simili alla TAV. Il trasporto su rotaia è in crescita e lo sarà sempre più. Per la Valle di Susa, per il Piemonte e per il nostro Paese avremo una linea ferroviaria competitiva che attraversa trasversalmente la Pianura Padana e incrocia ben tre Corridoi ferroviari Sud Nord. Questa linea renderebbe il nostro Paese più competitivo e attrattivo di investimenti e di traffici turistici e commerciali. Con la Stazione internazionale di Susa aumenterebbe tantissimo il turismo in Valle e la logistica in Piemonte.
Infine, conclude Giachino, voglio ricordare a Stefano che a Dicembre 2009 il sottoscritto da sottosegretario ai trasporti ideò e finanziò con i soldi non spesi per l’autotrasporto il primo incentivo in Europa a usare il trasporto su rotaia, il Ferrobonus. Il nostro impegno per diminuire l’inquinamento c’era già quando Friday for future non era ancora nata e Greta andava ancora all’asilo. Ma a fianco c’è il nostro impegno per lo sviluppo del lavoro e del benessere. La bassa crescita come si vede ha fatto aumentare le diseguaglianze”.
Giachino: l’importanza della TAV, logistica, trasporti, infrastrutture
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