Passo fondamentale del progetto finanziato dal Pnrr
ROMA – “Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma, sono stati completati gli scavi delle gallerie dell’interconnessione ferroviaria di Novi Ligure, punto di raccordo per la nuova linea ad alta capacità Genova-Milano”. La nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sottolinea come questo sia un passo fondamentale del progetto Terzo Valico dei Giovi: l’intervento contribuisce infatti a superare i limiti infrastrutturali della linea storica Genova- Torino.
“Un risultato – continua il Mit – frutto della piena sinergia con le Regioni Liguria e Piemonte e con il Gruppo FS, che dimostra come le grandi opere strategiche per il Paese proseguano con determinazione. Gli scavi sono avanzati contemporaneamente su quattro fronti, a conferma della complessità e dell’intensità delle lavorazioni”.
Della notizia è rimasto soddisfatto il Ministro Matteo Salvini, “per l’importante traguardo raggiunto nell’ambito dei progetti finanziati dal PNRR di competenza del MIT: il nuovo snodo ferroviario mira a rafforzare in modo decisivo i collegamenti tra Liguria e Piemonte, potenziando i flussi di traffico merci e passeggeri”.
Realizzata dal General Contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, con il supporto della società di ingegneria FS Engineering, entrambe società del Gruppo FS Italiane, sotto l’egida del Commissario straordinario di Governo, Calogero Mauceri l’opera, che rientra fra gli interventi finanziati con il PNRR, è pensata per superare i limiti infrastrutturali della storica linea dei Giovi nell’asse tra il porto di Genova e il Nord-Ovest migliorando l’efficienza e la capacità dei collegamenti ferroviari tra Liguria e Piemonte.
“L’infrastruttura – si legge sul sito di Fs – si sviluppa a partire dalla galleria di Serravalle, interamente in sotterraneo, attraverso due nuove gallerie naturali a singolo binario, per una lunghezza complessiva di 1.700 metri: 723 metri per la galleria del binario dispari e 987 metri per quella del binario pari. Le due canne si diramano nel sottosuolo fino a raggiungere la linea storica in prossimità di Novi Ligure, rendendo possibile l’immissione dei treni, sia passeggeri che merci, in direzione Torino e il percorso inverso senza interferenze con la viabilità urbana e con il traffico ferroviario esistente”.
Per la realizzazione si è utilizzata un’area di cantiere di quasi sette ettari, dieci campi da calcio, con lavorazioni che hanno incluso la realizzazione di due grandi cameroni di interconnessione scavati nel sottosuolo, oltre a tratti in galleria artificiale fino al punto di innesto sulla linea storica.
Gli scavi sono andati avanti su quattro fronti in contemporanea, accompagnati da un articolato sistema di monitoraggio che ha misurato in tempo reale ogni possibile interferenza con l’infrastruttura esistente.
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