Regione Toscana e azienda si confronteranno sulla vertenza. 179,6 milioni di euro di posizione finanziaria netta negativa e 270 milioni di debiti scaduti. Per circa 500 lavoratori si va verso i contratti di solidarietà
Regione Toscana e azienda si confronteranno sulla vertenza. 179,6 milioni di euro di posizione finanziaria netta negativa e 270 milioni di debiti scaduti. Per circa 500 lavoratori si va verso i contratti di solidarietà
VIAREGGIO – La crisi di The Italian Sea Group (TISG) entra in una fase cruciale. Il tavolo di crisi è stato convocato per mercoledì 9 Settembre alle ore 15, presso la Presidenza della Regione Toscana a Firenze. L’incontro dovrà fare il punto sulla situazione del gruppo della nautica di lusso, sulle prospettive industriali e sulle ricadute occupazionali della crisi che sta interessando i cantieri di Massa Carrara. La Regione ha chiarito che la riunione si terrà a Firenze, respingendo le ipotesi di una sede diversa avanzate dall’azienda. Il consigliere del presidente per il lavoro e le crisi aziendali, Valerio Fabiani, ha sottolineato l’urgenza di affrontare la vertenza e l’importanza del settore per l’occupazione e per l’intera filiera produttiva.
Fabiani ha inoltre precisato che l’ipotesi iniziale di svolgere l’incontro a Carrara era stata pensata come un segnale di vicinanza alla comunità locale, ai lavoratori e alla stessa azienda. Secondo la Regione, sede e data erano state comunicate preventivamente a tutti i partecipanti senza che fossero state sollevate obiezioni.
Sul fronte del lavoro, la forte contrazione delle attività nei cantieri ha portato azienda e sindacati a individuare nei contratti di solidarietà lo strumento più adatto per evitare conseguenze più pesanti sull’occupazione. L’intesa, raggiunta tra l’azienda e Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, riguarda circa 500 dipendenti. Finora la riduzione dell’attività era stata gestita soprattutto attraverso l’utilizzo delle ferie, ma questa soluzione non appare più sufficiente.
I sindacati hanno chiesto garanzie precise sull’applicazione dell’ammortizzatore sociale: tra le proposte figurano l’anticipo da parte dell’azienda delle somme spettanti ai lavoratori, senza attendere i tempi dell’Inps, e una rotazione del trattamento di solidarietà che coinvolga tutto il personale.
Al centro delle richieste ci sono anche la piena maturazione dei ratei contrattuali, la copertura integrativa fino al 100% della retribuzione lorda, controlli periodici sulla corretta rotazione, la gestione delle ferie arretrate e l’azzeramento delle eventuali trattenute per ferie negative in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

A rendere particolarmente delicata la situazione sono soprattutto i dati finanziari. Al 31 Luglio 2026, la posizione finanziaria netta del gruppo era negativa per circa 179,6 milioni di euro, con 148,9 milioni di debito bancario e appena 5,3 milioni di liquidità. Particolarmente significativo è il fatto che l’intero debito bancario risulti classificato come a breve termine, anche per effetto del mancato pagamento di rate relative a finanziamenti originariamente a medio-lungo termine. Le banche, pur non avendo finora esercitato la facoltà di chiedere il rimborso anticipato, mantengono contrattualmente questa possibilità. A questa esposizione si aggiunge il finanziamento soci da 25 milioni di euro concesso da GC Holding, azionista di controllo di TISG, classificato come infruttifero e postergato rispetto ai crediti bancari.
Ancora più ampia è la fotografia delle posizioni debitorie scadute, che complessivamente raggiungono circa 270 milioni di euro.
Il gruppo ha avviato nel Marzo scorso una composizione negoziata della crisi, successivamente superata da un nuovo percorso di regolazione della crisi d’impresa. Lo scorso 1° Luglio TISG ha infatti depositato presso il Tribunale di Firenze una domanda di accesso alla procedura prevista dall’articolo 44 del Codice della crisi, la cosiddetta domanda “prenotativa”. Il Tribunale ha concesso sessanta giorni per la presentazione del piano e della proposta ai creditori, nominando tre commissari giudiziali incaricati di vigilare sulla gestione nell’interesse dei creditori. La scadenza per il deposito era fissata al 31 Agosto, mentre l’udienza davanti al Tribunale è prevista per 16 Settembre.
Nel frattempo TISG deve affrontare anche altri passaggi societari. La società è alla ricerca di un nuovo revisore legale dopo la rinuncia di BDO Audit Services all’incarico, comunicata il 27 Luglio. In vista dell’assemblea del 30 Settembre, il Cda dovrebbe chiedere ai soci i poteri necessari per procedere alla nuova nomina. Sul tavolo ci sarà inoltre una delega al consiglio per un aumento di capitale fino a 140 milioni di euro, anche attraverso più tranche, e per l’emissione, entro cinque anni, di strumenti finanziari partecipativi fino a 150 milioni di euro. Le operazioni rientrano nel quadro della manovra finanziaria collegata al percorso di regolazione della crisi, il cui sviluppo dovrà passare anche dal Tribunale di Firenze.
In questo contesto, il tavolo convocato a Firenze assume un peso particolare. Da una parte c’è la necessità di individuare una soluzione finanziaria capace di garantire la continuità aziendale; dall’altra, la priorità è tutelare i circa 500 lavoratori coinvolti e preservare un patrimonio industriale considerato strategico per il territorio di Massa Carrara. Pochi giorni dopo, il 16 Settembre, sarà invece il Tribunale di Firenze a valutare il percorso intrapreso dalla società. Tra crisi finanziaria, ammortizzatori sociali, ricapitalizzazione e piano di risanamento, le prossime settimane saranno decisive per delineare il futuro di The Italian Sea Group.
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