Il presidente di Confindustria La Spezia sottolinea il valore industriale del territorio
LA SPEZIA – L’interesse manifestato da Sanlorenzo per The Italian Sea Group (TISG) rappresenta un’importante conferma della solidità del distretto della nautica dell’Alto Tirreno e del ruolo strategico che La Spezia e l’area apuo-versiliese rivestono nella cantieristica italiana. È quanto sostiene il presidente di Confindustria La Spezia, Alessandro Laghezza, commentando gli sviluppi della procedura competitiva avviata per il futuro del gruppo della nautica di lusso. Secondo Laghezza, il coinvolgimento di un operatore industriale di primo piano, profondamente radicato nel territorio, testimonia il valore di un sistema produttivo costruito negli anni grazie a competenze, innovazione e una filiera altamente specializzata. Un patrimonio che, sottolinea, merita di essere tutelato nel pieno rispetto delle procedure in corso.
L’operazione mette inoltre in evidenza la stretta integrazione tra il distretto nautico spezzino e quello apuo-versiliese, realtà che condividono imprese, professionalità e investimenti e che costituiscono uno dei principali poli mondiali della cantieristica e della nautica di alta gamma.

L’intervento di Confindustria arriva mentre prende forma il progetto del Polo Nautico Carrara, la cordata nella quale Sanlorenzo detiene il 45% del capitale, affiancata da Polo Nautico Viareggio con un’altra quota del 45% e da una trentina di aziende dell’indotto che parteciperanno con il restante 10%.
La proposta presentata prevede l’acquisizione unitaria dell’intero perimetro di The Italian Sea Group, comprendendo il quartier generale di Marina di Carrara, il cantiere della Spezia e la falegnameria Celi di Terni, con l’obiettivo dichiarato di preservare l’integrità industriale del gruppo e salvaguardare i livelli occupazionali. L’offerta, corredata da una cauzione, resta subordinata all’esito della due diligence e alla successiva procedura competitiva.
Sul tavolo resta comunque aperta anche un’altra ipotesi di rilancio. La holding Sri Global Limited, controllata da Giulio Gallazzi e partecipata da Finvacchi, ha infatti presentato una manifestazione di interesse non vincolante per l’acquisizione del gruppo. Il progetto punta anch’esso a mantenere unitaria la società, preservando il controllo italiano, il know-how industriale e la continuità produttiva.
Nel frattempo prosegue il percorso di risanamento avviato da The Italian Sea Group attraverso la composizione negoziata della crisi. La prima relazione depositata presso il Tribunale di Firenze fotografa una situazione ancora complessa, con un patrimonio netto negativo e una perdita nel primo semestre, mentre resta aperto il percorso di ricerca di investitori in grado di garantire il rilancio dell’azienda.

Per Laghezza, al di là dell’esito della procedura, il forte interesse manifestato da operatori industriali e finanziari conferma il valore strategico del territorio. Una tesi supportata anche dai dati economici più recenti: nel secondo trimestre del 2026 la provincia della Spezia ha registrato il più elevato tasso di crescita imprenditoriale della Liguria e, secondo il XIV Rapporto sull’Economia del Mare, è la prima provincia italiana per incidenza delle imprese della blue economy sul totale delle attività economiche e per peso della cantieristica sull’export provinciale, con oltre 1,16 miliardi di euro di esportazioni. “La Spezia continua a crescere e a rafforzare il proprio ruolo nell’economia del mare”, evidenzia Laghezza, che invita ad accompagnare questo sviluppo con investimenti nelle infrastrutture, nei collegamenti e nella formazione, così da consolidare ulteriormente la competitività internazionale del distretto nautico dell’Alto Tirreno.
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