L’azienda replica alle dichiarazioni sugli esuberi e sul caso TISG Asia: “Il verbale firmato il 9 Settembre conferma l’impegno a mantenere in forza circa 450 dipendenti”
MARINA DI CARRARA – The Italian Sea Group interviene sulla vertenza occupazionale che riguarda il gruppo e respinge le ricostruzioni circolate nelle ultime ore sia sul presunto legame tra TISG Asia e il presidente Giovanni Costantino, sia sull’ipotesi di 270 licenziamenti. Sul primo punto, l’azienda definisce “priva di qualsiasi fondamento” l’affermazione secondo cui TISG Asia sarebbe riconducibile a Costantino. Secondo quanto riferito dalla società, TISG Asia avrebbe operato in passato come distributore del Gruppo sui mercati asiatici, ma non avrebbe oggi alcun rapporto con The Italian Sea Group né con il suo presidente. La società afferma inoltre di aver diffidato il soggetto, alla fine di Agosto, dall’utilizzare nome, marchio e immagini aziendali, ottenendo successivamente la chiusura del sito TISGasia.com.
Il secondo tema riguarda invece la situazione occupazionale. TISG contesta l’utilizzo dell’espressione “270 esuberi”, sostenendo che il numero indicato si riferisce ai lavoratori interessati dall’applicazione del contratto di solidarietà e non a dipendenti destinati al licenziamento. L’azienda sottolinea che lo strumento è stato proposto proprio con l’obiettivo di gestire temporaneamente la riduzione dei carichi di lavoro evitando ricadute occupazionali. Nel verbale sottoscritto il 9 settembre anche dalle organizzazioni sindacali, secondo quanto riferisce TISG, viene confermata la volontà di mantenere in forza tutti i circa 450 dipendenti.
Nella ricostruzione fornita dalla società, il percorso prevede una serie di misure a sostegno dei lavoratori, tra cui l’anticipo dell’indennità INPS, la rotazione del personale coinvolto e l’impegno al pagamento integrale delle retribuzioni nel caso in cui la richiesta di CIGS non venisse accolta. Per TISG, dunque, parlare di 270 persone destinate al licenziamento significherebbe confondere una riduzione temporanea dell’orario di lavoro con una procedura di espulsione del personale, generando un quadro che l’azienda considera allarmistico.
Nel comunicato, The Italian Sea Group richiama inoltre le ragioni che, secondo la società, hanno determinato l’attuale situazione e fa riferimento a presunte condotte di ex dipendenti già sottoposte all’attenzione dell’Autorità giudiziaria. Circostanze che, sempre secondo l’azienda, sarebbero state considerate irrilevanti dal sindacato nell’ambito della procedura. Parallelamente, TISG afferma di essere impegnata nella ricerca di investitori ritenuti adeguati a sostenere il rilancio industriale del gruppo. La società rivendica infine il ruolo svolto da Giovanni Costantino e dalla sua famiglia nel garantire, anche attraverso risorse proprie, la continuità del progetto industriale.
La posizione dell’azienda è quindi netta: il contratto di solidarietà viene indicato come uno strumento per preservare occupazione e competenze nella fase di difficoltà, mentre l’obiettivo dichiarato resta quello di accompagnare il gruppo verso il rilancio.
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