Decade il Cda, confronto in Regione sul futuro del cantiere
VIAREGGIO – Si apre una nuova fase per The Italian Sea Group. Giovanni Costantino ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente e amministratore delegato del gruppo della nautica di lusso, avviando un profondo cambio nella governance della società impegnata nel percorso di risanamento finanziario. Contestualmente lascia anche Gianmaria Costantino, consigliere di amministrazione e amministratore non esecutivo, determinando la decadenza dell’intero consiglio di amministrazione. In attesa della nomina del nuovo board, prevista entro Settembre, il consiglio resterà in carica in regime di prorogatio per garantire la continuità gestionale e il prosieguo della procedura di risanamento già avviata. Costantino, fondatore del gruppo e ancora principale azionista con oltre il 53% del capitale, continuerà quindi a gestire l’ordinaria amministrazione fino all’insediamento dei nuovi vertici.

Le dimissioni arrivano in un momento particolarmente delicato per il cantiere e coincidono con il tavolo convocato dalla Regione Toscana, al quale hanno partecipato il presidente Eugenio Giani, la sindaca di Carrara Serena Arrighi e le organizzazioni sindacali per fare il punto sulla crisi aziendale e sulle prospettive occupazionali. Alla luce dell’addio di Costantino, il confronto si è inevitabilmente concentrato anche sul futuro della governance e sulla definizione del nuovo piano industriale. La società è impegnata nel percorso previsto dal Codice della crisi d’impresa, con l’obiettivo di arrivare alla presentazione di un concordato in bianco e al riequilibrio della situazione economico-finanziaria. Tra le ipotesi al vaglio figurano l’ingresso di nuovi investitori, una ricapitalizzazione, la rinegoziazione delle commesse con gli armatori e il rinnovo del management, ritenuto uno degli elementi in grado di rafforzare la fiducia di mercato e degli stakeholder.
Secondo quanto spiegato dagli amministratori dimissionari, il cambio della governance rappresenta un passaggio funzionale al buon esito del percorso di risanamento e alla migliore tutela dei creditori, senza che vi siano contestazioni o divergenze rispetto alle decisioni assunte dal consiglio di amministrazione.
Sul fronte sindacale resta alta la preoccupazione. Nel corso dell’incontro con l’Unità di crisi della Regione Toscana, Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto l’avvio immediato di un confronto con proprietà, commissari e istituzioni per definire rapidamente un piano industriale che garantisca la continuità produttiva e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Le organizzazioni dei lavoratori hanno inoltre ribadito che eventuali trattative con nuovi investitori dovranno avere come condizione imprescindibile la tutela dell’occupazione. I sindacati denunciano un clima sempre più difficile all’interno del cantiere, con la fiducia dei lavoratori ormai ai minimi termini, e chiedono un’accelerazione del confronto. Forte preoccupazione viene espressa anche per le aziende dell’indotto, molte delle quali stanno affrontando gravi difficoltà economiche, aggravate dal mancato accoglimento di alcune richieste di cassa integrazione ordinaria da parte dell’Inps.
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