15 manifestazioni di interesse rispetto ai cantieri, ad Ottobre la seduta
FIRENZE – Un lungo incontro in regione Toscana per la crisi di The Italian Sea Group (Tisg), il gruppo della nautica di lusso di Carrara.
Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali di Eugenio Giani, ha incontrato l’azienda, tutte le organizzazioni sindacali, la sindaca di Carrara, Serena Arrighi, i commissari del concordato nominati dal Tribunale di Firenze e l’Autorità portuale di Sistema di La Spezia.
La riunione è stata anche l’occasione per un aggiornamento complessivo sull’intera vicenda: secondo quanto riportato dall’azienda esistono già 15 manifestazioni di interesse rispetto ai cantieri, si aspetta Ottobre per la riunione sulle offerte vincolanti.
La discussione si è comunque concentrata sull’ammortizzatore sociale che già nel precedente incontro era stato individuato come il più adatto per questa fase di transizione: il contratto di solidarietà.
“Si è reso opportuno condurre la discussione in sede istituzionale, in Regione” ha spiegato Fabiani.
“Dopo una discussione che ci ha impegnato per l’intera giornata, sono maturate le condizioni per un’intesa su tutti i punti e sul ricorso al contratto di solidarietà almeno per un periodo di sei mesi. Dal nostro punto di vista è stato fatto un passo importante perchè si tratta di una garanzia per i lavoratori diretti, che sono poco meno di 500, che può essere di aiuto anche alle imprese dell’indotto. Inoltre, si tratta di un passo che tutela anche uno degli asset fondamentali dell’azienda, ovvero le competenze dei lavoratori, tanto più importanti nel momento in cui si cerca un investitore: noi vorremmo fosse un soggetto industriale del settore e in grado di rilanciare questa importante attività e voltare pagina”.
La sindaca della città, all’esito dell’incontro ha ringraziato la Regione per l’importante ruolo che ha svolto in questi mesi. “Di fronte a questa crisi -ha detto- le istituzioni del territorio hanno risposto in maniera coesa e oggi abbiamo raggiunto un primo obiettivo che va a tutela dei lavoratori. Il nostro lavoro però non è ancora finito e l’attenzione resta alta. Il prossimo passo è, in funzione delle proposte pervenute, avere un piano industriale serio che tuteli occupazione e sviluppo”.
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