Transizione energetica: il biodiesel al centro del dibattito. La filiera chiede chiarezza alla politica

Da Ecomondo, il mondo dell’automotive e dell’energia invoca neutralità tecnologica e scelte pragmatiche per la decarbonizzazione dei trasporti

biodiesel

RIMINI – La transizione energetica non può prescindere dal biodiesel. È il messaggio emerso con forza a Ecomondo, dove il Gruppo biodiesel di ASSITOL ha riunito i principali protagonisti del comparto per discutere del ruolo dei biocarburanti nella decarbonizzazione dei trasporti. Una richiesta chiara alla politica – italiana ed europea – di regole stabili, neutralità tecnologica e pragmatismo nelle scelte energetiche. “La soluzione è il mix energetico, non la contrapposizione tra fonti rinnovabili”, ha spiegato Carlotta Trucillo, segretario del gruppo e vicedirettore di ASSITOL. “Il biodiesel può fare la differenza: è già conosciuto dai consumatori, riduce fino al 90% le emissioni di CO₂ e utilizza materie prime sostenibili come oli usati e grassi animali”.

La filiera, tuttavia, sconta anni di incertezza normativa e di scarsi investimenti, dopo che le scelte politiche si sono progressivamente orientate verso altre fonti. Eppure l’Europa resta leader mondiale nella produzione di biodiesel, con oltre 10 milioni di tonnellate annue, e l’Italia produce 800mila tonnellate da materie prime certificate.

Secondo Mauro Concezzi, responsabile nazionale di CNA-Fita, il biodiesel può rappresentare “una via d’uscita dai costi insostenibili della transizione energetica”. L’autotrasporto italiano – ha ricordato – non può reggere l’impatto economico del passaggio forzato all’elettrico. “Non è vero che usiamo mezzi vecchi: il 42% del parco è Euro 5 e 6. Ma la sostituzione dei veicoli richiede risorse che oggi mancano. Vogliamo la sostenibilità, ma senza compromettere le imprese.”

biocarburanti

Dalla parte dell’innovazione industriale, Adriano Cordisco, ceo di Refuel Solutions, ha illustrato il potenziale del biodiesel B100, già utilizzabile in purezza grazie a tecnologie italiane come il BiodieselKit, un sistema brevettato che permette di impiegarlo su qualsiasi motore diesel. “Con un tasso di rinnovo dei veicoli del 4% annuo, attendere la sostituzione naturale significherebbe aspettare 25 anni. Il biodiesel è la soluzione immediata e concreta per la decarbonizzazione.”

Sul fronte della distribuzione, Letizia Pasqualini di Assopetroli-Assoenergia ha chiesto una fiscalità ambientale coerente e un fondo di transizione per la riconversione della rete ai Low Carbon Fuel. “Oggi chi inquina meno paga le stesse tasse di chi inquina di più. È un paradosso che va superato.”

Infine, dal mondo dell’automotive, Fabrizia Vigo, direttrice affari istituzionali di ANFIA, ha ricordato che la decarbonizzazione “non può essere scaricata solo sull’industria automobilistica, che vale il 6% del PIL nazionale”. Secondo Vigo, “l’elettrico è parte della soluzione, ma non l’unica. Bisogna puntare alla neutralità tecnologica, riconoscendo il ruolo dei carburanti rinnovabili”.

Il comparto, oggi più che mai, chiede alla politica di abbandonare le logiche ideologiche e sostenere una transizione energetica inclusiva, che valorizzi il know-how e le tecnologie già disponibili. “Le nostre filiere sono pronte – ha concluso Vigo –. Ora serve una visione chiara e coerente per un’Europa davvero competitiva.”

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Tags: Energia

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