Previsto un fondo dedicato e coperture fino a 250 milioni di SDR per singolo sinistro
LONDRA – Il settore dello shipping si prepara a una svolta storica nella gestione dei rischi legati al trasporto di merci pericolose. La Convenzione internazionale sulla responsabilità e il risarcimento dei danni connessi al trasporto marittimo di sostanze pericolose e nocive, nota come Convenzione HNS 2010, entrerà ufficialmente in vigore il 29 Novembre 2027, introducendo il primo sistema globale di compensazione dedicato agli incidenti che coinvolgono tali carichi. L’entrata in vigore è stata resa possibile dopo il raggiungimento, il scorso 29 Maggio, delle condizioni previste dal Protocollo HNS del 2010, che modifica e aggiorna la convenzione originaria del 1996. Da quella data decorrono i 18 mesi necessari affinché il trattato diventi pienamente operativo.

Secondo il Segretario generale dell’International Maritime Organization, Arsenio Dominguez, il raggiungimento di questo obiettivo rappresenta «una pietra miliare attesa da tempo» che colma un’importante lacuna nel sistema internazionale di responsabilità e risarcimento del trasporto marittimo.
Per l’entrata in vigore era necessario che almeno dodici Stati aderissero formalmente al Protocollo, inclusi quattro Paesi con una flotta superiore a due milioni di tonnellate di stazza lorda, e che fosse certificata una movimentazione complessiva di almeno 40 milioni di tonnellate di merci soggette al sistema contributivo. L’obiettivo è stato raggiunto grazie alle recenti ratifiche di Belgio, Germania, Paesi Bassi e Svezia, che si sono aggiunte agli altri Stati già aderenti. Complessivamente, i Paesi contraenti sono oggi dodici: Belgio, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovacchia, South Africa, Svezia e Türkiye.

La Convenzione HNS integra gli strumenti già esistenti dell’IMO in materia di inquinamento da idrocarburi e relitti navali pericolosi, estendendo la tutela a oltre 2.000 sostanze considerate nocive o pericolose. Tra queste rientrano prodotti chimici, oli, acidi, fertilizzanti, alcoli, gas naturale liquefatto (LNG) e gas di petrolio liquefatto (LPG), merci il cui trasporto via mare è in costante crescita a livello globale.
Il nuovo regime coprirà una vasta gamma di danni, tra cui perdita di vite umane e lesioni personali; danni alle proprietà; perdite economiche; costi di bonifica e risposta all’emergenza; danni ambientali.
La Convenzione applica il principio del “chi inquina paga”, imponendo agli armatori una responsabilità oggettiva per i danni derivanti da incidenti che coinvolgono sostanze HNS. Le compagnie di navigazione dovranno pertanto disporre di coperture assicurative o altre garanzie finanziarie certificate dagli Stati. Si stima che circa 65.000 navi nel mondo dovranno ottenere specifici certificati assicurativi HNS.
Qualora il limite di responsabilità dell’armatore venga superato, entrerà in funzione il nuovo Fondo HNS, che garantirà ulteriori risarcimenti alle vittime. Il fondo sarà finanziato dai soggetti che ricevono merci HNS nei Paesi aderenti e i contributi verranno richiesti solo dopo il verificarsi di un incidente.
La Convenzione stabilisce un tetto massimo di risarcimento pari a 250 milioni di Diritti Speciali di Prelievo (SDR) del Fondo Monetario Internazionale per ciascun incidente, equivalenti a circa 360 milioni di dollari ai tassi di cambio attuali.
L’introduzione del sistema HNS rappresenta un passaggio cruciale per il settore marittimo internazionale, soprattutto in un contesto caratterizzato dall’aumento dei traffici di prodotti chimici e di combustibili alternativi. Il nuovo quadro normativo punta infatti a garantire maggiore certezza giuridica per armatori, operatori logistici, governi e comunità coinvolte, assicurando al tempo stesso un meccanismo efficace e uniforme di compensazione in caso di incidenti.
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