Trasportounito, allarme caro gasolio: +24% in poche settimane

Si chiedono interventi urgenti al MIT: fuel surcharge automatico, costi minimi di sicurezza e credito d’imposta per le imprese

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ROMA – Il prezzo del gasolio per l’autotrasporto registra un’impennata senza precedenti: dal 28 Febbraio a oggi l’aumento ha raggiunto il +24%, con le quotazioni che hanno superato la soglia dei 2 euro al litro, attestandosi intorno ai 2,04 euro. Un incremento che mette in forte difficoltà le imprese del settore, le quali chiedono interventi immediati per contrastare possibili fenomeni speculativi e compensare i maggiori costi operativi. Il tema è stato al centro di un incontro svoltosi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il viceministro Edoardo Rixi. Durante il confronto, l’associazione Trasportounito, attraverso il segretario generale Maurizio Longo, ha evidenziato la necessità di misure normative urgenti per garantire la sopravvivenza delle imprese di autotrasporto.

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Tra le principali richieste avanzate dall’associazione figura l’introduzione di un meccanismo automatico della clausola di fuel surcharge, con parametri aggiornati dal MIT e l’obbligo di indicare in fattura i criteri di adeguamento tariffario legati al costo del carburante.

Trasportounito ha inoltre sollecitato l’adozione di un decreto di emergenza che renda immediatamente applicabili e obbligatori i costi minimi di sicurezza, sia nei casi di contratti verbali sia in presenza di contratti scritti non regolari.

Secondo Longo, dopo aver già presentato al viceministro Rixi una prima serie di proposte per regolamentare il mercato, l’associazione è pronta a presentare ulteriori indicazioni normative. Tra queste figurano anche misure di sostegno economico, come l’introduzione di un credito d’imposta specifico per compensare l’aumento dei carburanti e la possibilità di utilizzare immediatamente il rimborso trimestrale delle accise destinato alle imprese che hanno effettuato investimenti nel settore.

L’obiettivo, sottolinea l’organizzazione, è evitare che l’impennata dei costi energetici si traduca in una crisi strutturale per il comparto dell’autotrasporto, già fortemente esposto alle oscillazioni del mercato dei carburanti.

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Tags: Autotrasporto
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