Contestata la procedura di rinnovo: chiesto l’annullamento al MIT. Longo: “Strumento ormai svuotato di funzione istituzionale”
ROMA – La frattura tra la rappresentanza dell’autotrasporto e il Comitato Centrale dell’Albo si allarga. Con un atto formale trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Trasportounito ha richiesto l’annullamento della procedura di rinnovo del Comitato, denunciando una crisi istituzionale profonda: secondo l’associazione, l’Albo ha cessato di essere “la casa comune dell’autotrasporto” e risulta oggi svuotato di legittimità e rappresentanza.
Alla base della contestazione c’è la convinzione che l’attuale struttura dell’Albo non solo non rifletta più l’identità del settore, ma ne comprometta anche la funzione strategica, professionale e assistenziale. “Non è più – scrive Trasportounito – lo strumento istituzionale coinvolto nelle grandi visioni parlamentari, né in grado di offrire supporto concreto agli imprenditori del comparto. In una parola: non rappresenta più la categoria.”
La denuncia, presentata dai legali dell’associazione, è stata notificata ufficialmente al ministro Matteo Salvini e al vice ministro competente. Secondo Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, si tratta di un passo obbligato: “Siamo in presenza di atti che negano l’identità dell’Albo come organismo di rappresentanza per tutte le imprese di autotrasporto italiane, indipendentemente dagli equilibri interni alle confederazioni di categoria”.
Trasportounito contesta non solo il merito del rinnovo, ma anche il metodo, ritenuto in contrasto con la legge istitutiva dell’Albo e con lo spirito originario della sua funzione. La richiesta non si limita a una riforma: si parla apertamente di “ricostruzione da zero” dell’intero impianto, ripensando radicalmente rappresentanza, funzioni e assetti operativi.
“La categoria dell’autotrasporto – aggiunge Longo – ha oggi più che mai bisogno di un organismo permanente di confronto, orientato alla condivisione con le imprese e con i lavoratori. L’attuale Albo, invece, ha fallito: manca di trasparenza normativa, di equità contributiva – a partire dalla tassa annuale che nega la reciprocità del rapporto con gli iscritti – e soprattutto di riconoscimento della professionalità delle imprese.”
La posizione di Trasportounito apre un fronte di scontro che potrebbe rimettere in discussione la governance del settore e il ruolo stesso dell’Albo nel prossimo futuro. In un comparto chiave per la tenuta logistica e industriale del Paese, la crisi di rappresentanza rischia ora di diventare anche una crisi funzionale.
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