Tregua olimpica: libero passaggio per chi si recava ai giochi

Solo in questo consisteva la “non guerra”

LIVORNO - Contrariamente a quanto si intende spesso ripetere con l’approssimarsi dei giochi olimpici invernali di Cortina, la così detta tregua olimpica, l’ekecherìa (ἐκεχερία), non consisteva tanto in un vero e proprio cessare delle ostilità quanto, se mai, nell’assicurare il libero passaggio agli atleti, ai loro seguiti e agli spettatori in viaggio verso Olympia attraverso i territori delle città elleniche, le poleis (πόλεις), praticamente in perenne conflitto, sempre gelose ed orgogliose della propria libertà, più che prese dalla frenesia del predominio. Lo stato di pace, infatti, non veniva inteso dai Greci antichi allo stesso modo dei giorni nostri, non era un qualcosa di assolutamente opposto allo stato di guerra, ma consisteva, più semplicemente, in una condizione contingente di “non guerra”. La tregua che veniva praticata in occasione delle olimpiadi, nacque, non come un fenomeno pacifistico volto a sospendere del tutto ogni ostilità, ma...
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Tags: Editoriali

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