Al vertice InCE e al Forum sul corridoio India-Medio Oriente-Europa, focus su geopolitica, logistica e sicurezza delle catene commerciali. Il porto giuliano si conferma snodo strategico tra Mediterraneo ed Europa centrale
TRIESTE – Trieste si candida a hub strategico delle nuove rotte globali in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e trasformazioni delle catene logistiche. È questo il messaggio emerso dalla visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto alla Conferenza per il trentennale dell’Iniziativa Centro Europea (InCE) e al Forum dedicato al corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Al centro dei lavori, il ruolo della cooperazione regionale e della connettività infrastrutturale in uno scenario internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dai rischi per snodi strategici come lo Stretto di Hormuz.
IMEC e nuove catene del valore
Il progetto IMEC, ancora in fase di definizione, punta a collegare India, Golfo ed Europa, con un potenziale di flussi commerciali stimato in oltre 170 miliardi di euro, di cui circa 26 per l’Italia. In questo scenario, l’Adriatico settentrionale e i Balcani occidentali assumono un ruolo chiave come ponte logistico tra Mediterraneo ed Europa centrale. Trieste, per posizione geografica e dotazione infrastrutturale, emerge come uno degli snodi naturali di questa rete. “Più che un corridoio, si tratta di un vero network”, ha osservato Marco Consalvo, presidente dell’AdSp del Mar Adriatico Orientale sottolineando tuttavia come i tempi di sviluppo del progetto restino legati all’evoluzione del quadro geopolitico.

Geopolitica e sicurezza dei traffici
Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni nel Golfo stanno già producendo effetti sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento globali. Tajani ha ribadito la linea italiana: nessun coinvolgimento diretto nei conflitti, ma massimo impegno diplomatico e operativo per garantire la sicurezza delle rotte marittime. “La crisi nello Stretto di Hormuz è un problema globale che richiede una soluzione politica”, ha affermato il ministro, confermando al contempo il ruolo della Marina italiana nelle missioni internazionali di sicurezza marittima, fondamentali per tutelare la libertà di navigazione e i traffici commerciali.
Porti e infrastrutture, leva strategica
In questo contesto, porti e corridoi logistici tornano centrali non solo come infrastrutture economiche, ma anche come strumenti di stabilità geopolitica. L’Italia, grazie alla sua posizione, si propone come piattaforma naturale tra Europa, Asia e Africa. Trieste, in particolare, rafforza il proprio ruolo grazie anche a progetti infrastrutturali come la nuova stazione ferroviaria di Servola, ritenuta strategica per migliorare l’accessibilità e l’efficienza del sistema portuale. Sul fronte dei traffici, segnali positivi arrivano dal rilancio dei collegamenti container, anche grazie a nuove linee armatoriali, mentre restano sotto osservazione gli effetti macroeconomici del conflitto, in particolare sui costi energetici e dei noli.
InCE, 30 anni di cooperazione regionale
Il trentennale dell’InCE ha rappresentato l’occasione per rilanciare il ruolo dell’organizzazione come piattaforma di dialogo e integrazione tra Europa centrale, orientale e Balcani occidentali. Nata su impulso italiano, oggi riunisce 17 Paesi ed è considerata un ponte verso il processo di allargamento dell’Unione europea. Tajani ha sottolineato la necessità di non perdere di vista il percorso di integrazione europea, parlando di “riunificazione” del continente, con particolare attenzione a Balcani occidentali, Ucraina e Moldova.
Foto: credit ANSA/MAECI
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