Dal terminal offshore ai dragaggi, dalle ZLS alla rigenerazione di Marghera
VENEZIA – Una cornice altamente simbolica, la Sala del Piovego di Palazzo Ducale, ha ospitato la prima uscita pubblica di Matteo Gasparato, nuovo presidente dell’Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico settentrionale. Dal cuore della città, luogo dove per secoli si è governata la Serenissima, Gasparato ha presentato la visione che guiderà Venezia e Chioggia nei prossimi anni: riportare il porto al centro dello sviluppo economico e dell’identità cittadina. “Venezia è il suo porto. Il porto è Venezia” ha affermato, indicando nella portualità “l’unica vera alternativa alla monocultura turistica”, con traffici capaci di generare valore e occupazione. Lo dimostrano i numeri: 25 milioni di tonnellate annue e, prima della pandemia, 1,6 milioni di passeggeri. “Il dibattito – ha spiegato – deve passare dal se al come rendere compatibile economia e tutela della laguna”.

Ampio spazio è stato dedicato al progetto del terminal offshore fuori laguna, previsto dal DL 45/2021. Un’opera complessa che accoglierà navi da crociera e traffici commerciali in mare aperto. Il cronoprogramma illustrato prevede tre marcotappe fondamentali: 31 Luglio 2026 – presentazione dei progetti di fattibilità; 9 Ottobre 2026 – chiusura lavori della commissione; 20 Novembre 2026 – proclamazione del progetto vincitore.
“Si tratta di un’infrastruttura strategica – ha ribadito – che richiederà tempo, tra autorizzazioni e lavori, ma che segnerà i prossimi decenni”.
Accanto alla visione di lungo periodo, Gasparato ha illustrato le opere necessarie oggi per mantenere pienamente operativi gli scali veneziani:
Interventi sono previsti anche a Chioggia (Isola dei Saloni e Val da Rio), dove Gasparato ha annunciato l’apertura di un presidio permanente dell’AdSp.

Tra i progetti di maggiore trasformazione, Gasparato ha evidenziato l’area Monesyndial, con potenzialità superiori al milione di TEU annui: 189 milioni per il primo stralcio e poi 187 milioni per il completamento. Un intervento che, oltre a potenziare la capacità container, rappresenta un tassello decisivo nella rigenerazione industriale di Porto Marghera, destinata a diventare polo energetico per idrogeno verde e nuovi vettori.
Molto positivi anche i numeri della Zona Logistica Semplificata, diventata uno dei principali strumenti di attrazione:
“La ZLS – ha spiegato – non è solo un incentivo, ma una leva strutturale di politica industriale”.
Gasparato ha annunciato anche un percorso con lo IUAV per ridisegnare il waterfront veneziano, superando la tradizionale separazione tra porto e città. Nei prossimi 12 mesi sarà inoltre completato il nuovo Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), elaborato insieme a Comune e Regione. Sul piano interno, parte la riorganizzazione dell’Autorità con l’Università Ca’ Foscari, per valorizzare competenze e risorse umane.

La comunità portuale veneziana, rappresentata da Davide Calderan, ha accolto con favore l’agenda del nuovo presidente: “Il porto è l’unica alternativa al turismo. Siamo soddisfatti di aver trovato piena sintonia sulle nostre priorità: dragaggi, isola Tresse 2, valorizzazione della Marittima. Ora ci auguriamo che il confronto prosegua in modo proficuo, anche in vista della definizione della normativa sul porto regolato”.
La conferenza si è chiusa con le parole che Gasparato considera la sintesi del suo mandato: “Vogliamo un porto protagonista. Un porto che non si chiude ma si apre, che guida il cambiamento e costruisce il futuro” Un impegno che segna l’avvio di una fase decisiva per Venezia, Chioggia e l’intero sistema portuale dell’Alto Adriatico.
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