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Venezia: off shore e nuovo terminal passeggeri

Prima di dare drastici giudizi è necessario conoscere bene e contestualizzare le problematiche e le scelte, concetti che nulla hanno a che vedere con la “resipiscienza”.

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VENEZIA – (Pier Luigi Penzo) Prima di dare drastici giudizi è necessario conoscere bene e contestualizzare le problematiche e le scelte, concetti che nulla hanno a che vedere con la “resipiscienza”.
Il comparto portuale opera in una continua competizione e confronto internazionale, infatti tutto è cambiato negli ultimi venti anni per cui necessita pensare ed agire come portualità 4.0.; mi meravigliano perciò i giudizi dati dal prof. Costa sul presidente Musolino, il quale, per sua fortuna, ha una vasta e moderna conoscenza della portualità e dello shipping, non la solita presuntuosa conoscenza teorica con la pretesa di imporla “ex cathedra”. Il porto off shore, pensato un caldo giorno di Agosto 2010 e accantonato oggi dal nuovo presidente, nasce dopo che Cuccioletta nel 2009 ha chiesto il contributo alla Stato per rifare la conca di Malamocco (450 milioni di euro), considerata da tutti disassata e sotto dimensionata, proprio quella conca che per anni Costa aveva detto che doveva essere rifatta a cura e spese di chi ha sbagliato. Tale conca era ed è legata all’applicazione del Prp del 1965, ancora in vigore, che prevede la sviluppo del porto a San Leonardo perché dotato di pescaggi di 15 metri (proprio come le nuove banchine di Genova), il tutto come noto condizionato dalla citata conca con pescaggio di meno 12 e dalle paratoie del Mose che, anche a riposo, limitano i pescaggi utili alle navi alla soglia di meno 13 metri, con tutte le note riserve circa reale efficienza e funzionalità del sistema Mose quando e se mai sarà operativo.
Ricordo che l’accordo di programma Costa / Cuccioletta del 4 Agosto 2010 circa l’off shore è stato subito contestato dall’armatore veneziano G. Zacchello (Gazzettino 4/12/2010) definendolo «una fesseria perchè chi l’ha pensato non conosce nulla del mondo dei trasporti via mare», da Gianluigi Aponte, secondo armatore al mondo, il 20 Novembre 2012 che su “Il Secolo XIX” ha scritto «una assurdità il porto d’altura a Venezia soldi buttati dalla finestra», da Luigi Negri che lo ha giudicato «economicamente insostenibile per chi lo costruisce, per chi lo gestisce e per chi ne usufruisce».
Costa dice che Aponte e Psa hanno oggi strategie che portano ad Anversa e Nord Europa, ricordo che Aponte sta puntando su Genova e Vecon (Psa) era pronto a investire, prima del 2010, a San Leonardo sul previsto nuovo terminal contenitori. Quasi a giustificare l’accordo del 4 Agosto 2010 su “La Nuova” del 2 Ottobre 2010 Cuccioletta dichiarava «sulla conca non abbiamo fatto errori» (chi li ha fatti?), il 9 Novembre 2010 su “La Nuova” Cuccioletta dichiarava «la conca del Mose è insufficiente non basta per le grandi navi, investiamo sul porto off shore»; su Shippingonline del 29 Settembrte 2010 Costa dichiarava: «anziché adeguare la conca si trasforma il terminal d’altura in porto d’altura capace di operare da porto rifugio, di accogliere anche un molo cantainer, tecnicamente e logisticamente innovativo, pensato per trattare da 1,5 a tre milioni di teu l’anno. I soldi che nell’ambito del progetto Mose lo Stato si è già impegnato a spendere per l’adeguamento della conca e per l’allibo interno lagunare (accordo di programma firmato nel 2009) vengono dirottati (accordo di programma firmato il 4 Agosto 2010) a finanziare la diga frangiflutti del porto d’altura»; il 12 Febbraio 2011 sul “Gazzettino”, Costa dichiara «Il nostro terminal d’altura sarà realizzato in finanza di progetto, non con i soldi pubblici». Il prof. Jan Van Der Borg docente a Ca’ Foscari su “La Nuova” del 10 Febbraio 2017 scriveva “L’Off-shore obsoleto prima di nascere . reinventare finalmente il porto di Venezia come un vero “smart port”, punto nevralgico di un sistema logistico innovativo ed esteso, capace di coinvolgere l’intero Adriatico dove, a meno di cento chilometri da qui, c’è già chi offre banchine con fondali superiori a quelli dell’utopistico porto off-shore. Fare un passo indietro è sempre possibile e in certe situazioni, al di là della singola questione formale o sostanziale, diventa un atto dovuto se si vogliono realmente considerare gli interessi della collettività e del tessuto produttivo regionale. Tanto che, anche guardo al caso del porto di Rotterdam, sicuramente più importante e dinamico dell’attuale non-porto di Venezia, che è riuscito a pentirsi pubblicamente della sua parte off-shore (il “Tweede Maasvlakte”), risulterebbe alquanto incomprensibile l’eventuale decisione del nuovo presidente Pino Musolino di ripercorrere gli stessi clamorosi errori».
Rimango dell’idea che la professionalità e la competenza diretta di Musolino sia molto al di sopra di tanti pretensiosi e l’ipotesi varata dal Comitatone per le navi crociera circa Marittima e Marghera, condivisa dal Ministro Delrio, ne è la dimostrazione. Si salveranno così decine di migliaia di posti di lavoro sul diretto e sull’indotto in tutto l’Adriatico che morirebbe senza l’home port di Venezia, fra tre anni forse il buon senso prevarrà e potranno essere valutate e partorite le più valide scelte volte a difendere in modo ottimale tutti i filoni di traffico.

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Segnali incoraggianti per il Porto canale di Cagliari

Oltre 10 milioni di risorse messe a disposizione dalla Regione

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CAGLIARI - Segnali incoraggianti dal Cagliari International Container Terminal (Cict), il principale operatore del porto canale di Cagliari. Gennaio - come emerso dagli incontri con i sindacati - sta andando molto bene. I problemi, però, sono due: il 28% di calo di traffico (ultimo dato ufficiale) e le incertezze sui prossimi mesi. Intanto ammontano ad oltre 10 milioni di euro le risorse che la Regione ha recuperato, con un intervento dell’assessorato della Programmazione sul Mise e che rischiavano di andare perdute. Si tratta di risorse di un vecchio contratto di localizzazione già destinate al rinnovo del parco gru del Porto canale, come ha spiegato il capo di Gabinetto della Presidenza Gianluca Serra, intervenuto ieri all’incontro sulle prospettive del Porto canale indetto dal sindaco Massimo Zedda. Serra ha inoltre annunciato la disponibilità della Presidenza ad aggiornare il tavolo una volta che saranno rilevati ulteriori elementi a partire dalla conclusione, da parte di ...
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Nuove telecamere smart per La Spezia Container Terminal

Prodotte da Blaxtair compagnia specializzata in sistemi per la sicurezza sul lavoro

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LA SPEZIA - Prosegue l’attività del Gruppo Contship Italia volta a potenziare i propri standard di sicurezza sul lavoro. L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è quella presentata da La Spezia Container Terminal con l’installazione delle prime due telecamere intelligenti Blaxtair, posizionate sul retro di uno dei forklift del terminal. Le telecamere - precisa una nota del terminalista - sono state prodotte da Blaxtair (compagnia specializzata nello sviluppo di sistemi di allerta di prossimità per la sicurezza dei luoghi di lavoro) e distribuite dal partner di lunga data CLS Spa. Il nuovo equipaggiamento è in grado di rilevare la presenza di persone e oggetti all’interno della zona retrostante il mezzo operativo, in sosta o in manovra. I sensori delle telecamere scandiscono ed analizzano continuamente l’area, utilizzando sofisticati algoritmi basati su modelli 3D e mantenendo il conducente all’erta attraverso un monitor di bordo ed un apposito allarme acustico, attivato in caso di...
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Nuovo servizio EMS di Arkas Line

Prima partenza da Genova il 15 Febbraio

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GENOVA - Arkas Italia, agente italiano della Arkas Line, annuncia l’introduzione da parte della compagnia di navigazione turca, del nuovo servizio ”Ems” che collegherà alcuni porti del Mediterrano con una cadenza settimanale. Sulla nuova linea la compagnia ha deciso di impiegare quattro navi, ciascuna della capacità di 1850 teu. Queste navi effettueranno la seguente rotazione: Genova, Alessandria, Haifa, Genova, Fos, Barcelona, Valencia, Algeciras, Tangier e Casablanca. Nel porto di Genova la nuova linea sarà inaugurata dalla ”Nexoe Maersk” (voy 01/18) prevista arrivare sotto la Lanterna il 14 Febbraio alle ore 13 per effettuare la prima partenza il giorno successivo alle ore 01.00. A questa nave seguirà la ”Teoman A” (voy 02/18), attesa giovedì 21 Febbraio. Le principali caratteristiche del nuovo servizio per il mercato italiano, possono essere riassunte nei seguenti tre punti: - nuovo servizio diretto settimanale per Alessandria Old Port con un transit time di quattro giorn...
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