Meloni annuncia l’estensione della Zona Economica Speciale a Marche e Umbria. Ancona si conferma hub strategico per la logistica del Centro Italia.
ANCONA – Il cuore infrastrutturale delle Marche torna a battere forte nel sistema-Paese. E il battito è marittimo. Nell’incontro istituzionale tenutosi alla Mole Vanvitelliana, con la partecipazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri Matteo Salvini e Antonio Tajani, e del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, è emerso con chiarezza un dato: il sistema portuale dell’Adriatico centrale – con Ancona in testa – è destinato a giocare un ruolo chiave nello sviluppo logistico e industriale del Centro Italia.
Nel corso del confronto, il Ministro delle Infrastrutture ha illustrato gli interventi in corso nei porti di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, guidata da Vincenzo Garofalo. Si tratta di un pacchetto di investimenti da 222 milioni di euro, attivati tra il 2022 e il 2025, che vedono proprio lo scalo dorico come perno operativo e logistico di un’intera macroregione in trasformazione.
Ma la vera svolta è arrivata dall’annuncio della Premier: il Consiglio dei Ministri ha approvato l’estensione della ZES unica nazionale anche alle Regioni Marche e Umbria. Una decisione che, se ben attuata, potrebbe imprimere una significativa accelerazione agli investimenti industriali e logistici lungo l’asse adriatico.
Il provvedimento – atteso ora alla prova dei decreti attuativi – stabilisce che entro 60 giorni verrà aggiornato il Piano strategico della ZES, individuando settori prioritari, strumenti di riconversione industriale e interventi per la transizione energetica. Tra le misure previste, agevolazioni fiscali per investimenti in beni strumentali effettuati dal 1° gennaio al 15 novembre 2025. Saranno coinvolti, senza ulteriori oneri per lo Stato, i progetti legati all’insediamento di attività industriali, produttive e logistiche nei territori interessati.
Una notizia accolta con favore da Confindustria Marche, che in una nota ha sottolineato l’importanza dell’impegno del governo e il riconoscimento del valore industriale del territorio marchigiano. “Questo provvedimento – si legge – rappresenterà uno strumento in più per stimolare ed attrarre investimenti e per consentire al sistema produttivo di essere più competitivo”.
In questo scenario, il porto di Ancona si posiziona come cerniera naturale tra la dorsale appenninica, i corridoi trasversali e i traffici est-ovest dell’Adriatico. Il ruolo dell’Autorità Portuale guidata da Garofalo, affiancata dal segretario generale Salvatore Minervino, diventa strategico non solo per il territorio, ma per l’intero sistema logistico nazionale.
La sfida ora sarà quella di trasformare l’annuncio politico in governance efficace, capace di attrarre operatori, semplificare autorizzazioni, valorizzare l’intermodalità e ridurre i tempi di accesso ai benefici ZES. Il porto, intanto, è pronto.
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