“Rientro sempre più probabile, ma servono garanzie”
TEL AVIV – Dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, la compagnia israeliana ZIM torna a guardare con decisione al Mar Rosso. Il CEO Eli Glickman ha confermato che il ritorno alle rotte attraverso il Canale di Suez è ormai un obiettivo concreto, favorito dai recenti segnali di stabilizzazione nell’area e dal cessate il fuoco in Gaza, definito dal manager “un progresso incoraggiante”. ZIM era stata tra i primi vettori a deviare le navi verso il Capo di Buona Speranza quando, a Novembre 2023, gli attacchi degli Houthi avevano preso di mira unità legate a Israele.
Oggi, però, la compagnia ritiene che il ritorno a Suez sia “sempre più probabile”, anche se non immediato. Glickman ha chiarito che la decisione dipenderà dalla tenuta della tregua e, soprattutto, dal via libera delle compagnie assicurative e degli armatori delle navi noleggiate: “La risposta è sì, torneremo. Ma solo quando avremo l’approvazione formale di tutti gli attori coinvolti”.
Sul piano operativo ed economico, il rientro nel Mar Rosso permetterebbe di ripristinare rotte più brevi e di ridurre sia i consumi che le emissioni, garantendo una maggiore disponibilità di tonnellaggio. Ma lo scenario presenta anche rischi: tornare alla via più corta aumenterebbe la capacità effettiva del mercato, con possibili ulteriori pressioni al ribasso sui noli. Un tema tutt’altro che marginale, soprattutto dopo che ZIM ha registrato nel terzo trimestre un crollo del 90% degli utili e ha annunciato nuove misure di contenimento dei costi.
In quest’ottica, la compagnia continua a ridurre il proprio parco navi: nel 2025 ha già restituito 22 unità a noleggio e sta valutando altre tre, per un totale di 5.600 teus, che arriveranno a scadenza entro fine anno. Una strategia prudenziale in attesa che lo scenario geopolitico e commerciale definisca con maggiore chiarezza i tempi e le condizioni del ritorno stabile nel Canale di Suez.
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