Il presidente dell’Agenzia ICE all’Assemblea ALIS: “I dazi? Impatto ancora assorbito dalla filiera”
ROMA – All’ Assemblea ALIS 2025 il presidente dell’Agenzia ICE, Matteo Zoppas, interviene sul nuovo ruolo del Ministero degli Affari Esteri e sulle sfide dell’export italiano in una fase di forte instabilità internazionale. Zoppas accoglie positivamente l’intenzione del ministro Antonio Tajani di riorganizzare il Miistero per dare maggior peso al supporto economico alle imprese all’estero. “Il ministro Tajani – spiega – ha chiarito che verrà dedicata una maggiore attenzione alla dimensione economica. Per noi questo significa lavorare ancor più in squadra con il Ministero degli Esteri, che rimane il nostro dicastero vigilante, e con gli altri attori del sistema Paese”.
Il ruolo del Sistema Paese: “Muoversi come un’unica squadra”
Il presidente ICE ricorda che l’internazionalizzazione italiana si basa su una regia ampia che coinvolge ICE, Sace, Simest, Cassa Depositi e Prestiti, ma anche diversi ministeri: “Dall’agroalimentare all’aerospazio, dalle politiche turistiche al MIT, fino al MASAF e al MEF: i comparti sono diversi, ma la promozione del made in Italy richiede coordinamento. Quando si supera il confine dobbiamo procedere insieme alla diplomazia, che ci supporta nelle tematiche non commerciali, fondamentali per gli imprenditori”.

Nuovi mercati? “Non c’è nulla di routine”
Interpellato sulle strategie per affrontare i nuovi mercati, Zoppas chiarisce che non esiste una “normalità” nelle dinamiche commerciali globali:
“I mercati sono in continua evoluzione. Il tema dei dazi è stato come scagliare un sasso in uno stagno: le onde devono ancora calmarsi per capire il nuovo equilibrio. Non si tratta solo delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa, ma anche dei dazi americani verso altri Paesi che possono rendere più o meno competitivi i nostri prodotti”.
Dazi e export: “Al momento l’impatto è assorbito dalla filiera”
Secondo il presidente ICE, gli effetti dei dazi non si vedono ancora sui prezzi finali, ma più a monte: “Abbiamo a disposizione i dati ISTAT fino a Settembre. Per ora il dazio è stato assorbito tra produttori e importatori. Il vero test arriverà quando il dazio sarà trasferito sui prezzi al consumo: solo allora capiremo il reale impatto sulla domanda”.
L’andamento del cambio euro-dollaro rappresenta un altro fattore determinante: “Un anno fa il cambio era più favorevole di circa dieci punti percentuali. È come dire che pagavamo un 5% di dazi in meno. Se la situazione valutaria migliorerà, potremmo recuperare competitività”.
Export italiano ancora in crescita
Nonostante il quadro complesso, Zoppas conferma una buona tenuta del made in Italy: “Il nostro export cresce del 3,5% complessivo e di circa il 9% negli Stati Uniti. Questo ci dice che, almeno per ora, l’avvio dei dazi non ha penalizzato i volumi, anche se la marginalità si riduce perché la supply chain sta assorbendo il costo del dazio”.
Il presidente dell’Agenzia ICE mostra comunque fiducia: “Se il mercato ha retto durante il Covid, nonostante l’impennata dei costi di trasporto e dei prezzi energetici dovuti ai conflitti, possiamo sperare che anche questa nuova fase sia gestibile”.
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